Le regole per “litigare”bene, in una coppia

Esistono delle regole per litigare bene?

Una coppia, si sa, non è mai esente da litigi e incomprensioni.I litigi fanno parte della relazione e aiutano a non cadere nella monotonia e a conoscersi meglio. Un piccolo litigio, può essere un’occasione per scoprire qualcosa in più dell’altra persona. Quando si affronta una discussione o un litigio i toni potrebbero scaldarsi e gli insulti, sarcastici o meno, non mancano quasi mai.

Quali  sono i 4 punti cruciali?


Erica Francesca Poli scrive che per litigare nella giusta maniera bisogna evitare i cosiddetti quattro cavalieri dell’apocalisse di Gottnam:

  •  Critica,
  • Atteggiamento di Difesa,
  • Disprezzo 
  • Fare Muro

    Questi 4 elementi non vi suoneranno sicuramente nuovi, anzi, molti di voi staranno già ricordando situazioni in cui li ha sperimentati.
    Quando qualcosa non va, si è soliti partire da una critica che diventa in realtà una critica verso la persona piuttosto che verso una situazione; “sei il solito ritardatario, sei un egoista”, “questa casa è un disastro perché sei disordinato”: questi sono solo alcuni esempi comuni a tutti.
     Una critica di questo tipo alimenta maggiormente i diverbi e porta la coppia a scontrarsi sempre più. Alla critica quindi seguirebbe il contrattacco o la classica reazione “combatti o fuggi”.

    Sia l’attacco che la fuga sono comportamenti che non permettono la risoluzione del conflitto ma che potrebbero portare uno dei due partner ad alzare un muro in quanto ci si convince che il dialogo sia inutile.

Come comportarsi quindi?

Una volta innescati questi meccanismi, bisognerebbe preoccuparsi di disinnescarli per evitare sofferenze a sé stessi e al partner.
Per ottenere comprensione ed esprimersi in modo da non ferire l’altro bisogna imparare a comunicare in modo non violento: in questo modo voi, come singoli e come coppia, sarete in grado di affrontare al meglio un problema o un diverbio.
Tuttavia va sottolineato, che non esistono regole fisse, ciò che è importante è la capacità di saper e voler comunicare con l’altro

 

Dr.ssa Annamaria Giancaspero

Amore e Gelosia

La gelosia è un un’emozione che caratterizza molto le relazioni d’amore.

C’è chi dice di avere partner troppo gelosi e chi, invece, dice di non provare gelosia nei confronti della persona amata.

Sembra dunque che la gelosia abbia diverse sfaccettature e diversi modi di essere vissuta e interpretata.

E’ sicuramente vero che una piccola dose di gelosia fa sempre piacere, ci fa sentire amati e desiderati e conferisce stabilità alla relazione. Tuttavia, livelli esagerati di gelosia possono poi portare a eventi spiacevoli quali aggressioni, violenze domestiche, suicidi e omicidi.

Da un punto di vista fisiologico, studi fMRI dimostrano che l’incremento di gelosia è associato ad una maggiore attivazione della parte ventro-mediale della corteccia prefrontale.

La percezione della gelosia può essere diversa a seconda che la relazione stia per cominciare o duri già da diverso tempo: dal desiderio iniziale di ottenere qualcosa che non si ha si passa, dunque, alla paura di perdere qualcosa che già si ha.

La gelosia, così come altre emozioni complesse, può dipendere e scaturire da una serie di eventi, pensieri e situazioni; tra questi, i più importanti sono: il modo di percepire la relazione, l’impegno nella relazione, le aspettative circa l’evolversi della relazione e la fiducia.

Quando in una coppia la gelosia fa da padrona, è necessario intervenire. Il silenzio non è mai d’aiuto anzi, genera maggiore sofferenza.

Intraprendere una terapia individuale o di coppia permette di capire l’origine del problema e da la possibilità di trovare delle soluzioni per ristabilire l’equilibrio della coppia o della persona in generale.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4895349/

Terapia alimentare e terapia di coppia?

Il ruolo dei genitori è fondamentale nelle terapie adottate per casi di disturbi alimentari.

Quando si intraprende una terapia di questo tipo, sono molte le difficoltà che si possono incontrare e molte di queste comportano conseguenze negative nella vita di coppia.

Madri e padri possono esperire sensazioni di stress e di sconforto che danneggiano la soddisfazione coniugale.

Il Dr. Renee Rienecke, psicologo all’Università del South Carolina, ha preso in esame i genitori di 53 adolescenti con disturbi alimentari e ha valutato il grado di soddisfazione della coppia. Dalla sua analisi è emerso che, circa la metà dei genitori, riportava un decremento nel loro livello di soddisfazione, decremento che nuoceva al buon andamento della terapia intrapresa dai figli.

In questo studio sono state adottate due scale di misura: la prima prevedeva degli items ai quali bisognava dare un punteggio da 1 a 5 e la seconda prevedeva di rispondere a 10 domande.

I risultati ottenuti, spiegano che il 46% delle madri e il 35% dei padri percepisce una diminuzione del livello di soddisfazione di coppia durante il trattamento.

E’ dunque evidente che, intraprendere un percorso terapeutico efficace, necessita di tenere sotto controllo una serie di variabili, quali: responsabilità dei genitori, aiuto percepito dai figli e cooperazione familiare.