LE PERVERSIONI: UOMINI VS DONNE

La parola ‘perversione’ fa assumere un’espressione accigliata e di disapprovazione.

È un luogo comune considerare le perversioni come degli atti osceni o dei ‘disturbi’.

In realtà, ciascuno di noi può sviluppare delle perversioni e ciò non vuol dire non essere “normali”.

Molti psicologi sostengono che in tutti noi si riflettono delle forme di perversione.

Pare che le perversioni siano legate alle prime fasi dell’infanzia e ad alcuni eventi infantili che tutti sperimentiamo. Ad esempio, il masochismo, il feticismo, il sadomasochismo, l’esibizionismo, la sottomissione sono tendenzialmente perversioni che si originano dall’infanzia.

In persone che hanno vissuto dei traumi, seppure leggeri, in tenera età, la perversione assume un’accezione positiva in quanto permette di tenere sotto controllo emozioni pericolose e desideri distruttivi.

La perversione, però, non è sinonimo di patologia e tutti possiamo averne qualcuna.

I temi ricorrenti dal quale sembra originino le perversioni sono: i complessi edipici, la paura della donna-padrona che esercita il proprio controllo sull’uomo, la differenza fra i sessi.

Ma chi è più perverso? L’uomo o la donna?

Si è sempre pensato che le perversioni fossero sperimentate in misura maggiore dagli uomini. Nonostante le perversioni femminili non siano ancora state ampiamente indagate, si può comunque sostenere che le donne non sono meno perverse degli uomini, semplicemente lo sono in modo diverso.

Infatti, alcuni autori parlano della mania per lo shopping, dell’anoressia, della lettura compulsiva di romanzi d’amore e dell’atteggiamento servile come perversioni. Questo si deve principalmente al ruolo sociale della donna che generalmente, anche a causa di molti tabù, non si esprime in maniera esplicita a livello sessuale.

Quindi, è forse probabile che se l’immagine della donna e della sessualità femminile cambiasse, le donne apparirebbero perverse tanto quanto gli uomini.

A voi le riflessioni!

EDUCAZIONE SESSUALE VS TABU’

Parlare di educazione sessuale, soprattutto a giovani e bambini, non è semplice.

La difficoltà è data innanzitutto dal fatto che, nella nostra società, si pensa all’educazione sessuale come ad un insegnamento basato solo sul comportamento sessuale. Ma la sessualità va oltre ed è un aspetto che accompagna l’essere umano durante tutta la sua vita.

La sessualità non si basa solo sul sesso ma comprende anche l’identità, i ruoli di genere, l’erotismo, il piacere, la riproduzione, l’orientamento sessuale. L’educazione sessuale dovrebbe anche essere accompagnata dall’educazione affettiva ed emotiva.

Un tipico errore consiste nel dare un’impronta negativa a ciò che concerne la sessualità: si parla spesso dei rischi e della “pericolosità” quindi di gravidanze indesiderate, HIV, ecc. e si tralasciano gli aspetti positivi e piacevoli.

Bambini e adolescenti dovrebbero sviluppare delle conoscenze sulla sessualità grazie ai genitori; tuttavia, proprio i genitori e gli adulti scelgono il silenzio su questo argomento. E’ così che si creano i tabù.

Date queste credenze e le difficoltà ad affrontare tematiche così importanti per lo sviluppo della persona, sono in molti a ritenere che l’educazione sessuale debba essere una materia obbligatoria in tutte le scuole.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e altre istituzioni oggi cercano di muoversi in questa direzione e propongono un vero e proprio percorso che prevede l’educazione sessuale per tutti i livelli scolastici (elementari, medie, superiori).

La sessualità non è tabù e vergogna ma è un aspetto fondamentale della nostra vita di cui dobbiamo prendere consapevolezza e di cui non dobbiamo aver timore.

 

Fonte: State of Mind