L’IMPORTANZA DI STIMARE SE STESSI

Stimarsi  vuol  anche dire accettarsi e volersi bene.

La stima di sé è legata al giudizio che attribuiamo a noi stessi e non al giudizio degli altri.

Infatti, molte volte, è proprio il nostro giudizio a compromettere il nostro equilibrio e il nostro livello di soddisfazione.

Ci sono persone che, nonostante godano della stima famigliare, degli amici e/o del partner, non hanno un’elevata stima di sé e si sentono inadeguate.

Questo è un esempio di come sia più importante il giudizio personale piuttosto che quello altrui.

Il livello di stima personale è proporzionale all’ambizione, alla sicurezza e all’intraprendenza.

Tanto più ci stimiamo, tanto più crederemo nelle nostre capacità e affronteremo la vita con meno difficoltà. Inoltre, tenderemo a instaurare volentieri dei rapporti di amicizia e penseremo di meritare l’amore.

Viceversa, chi ha poca stima di sé, sarà quasi sempre critico nei propri confronti e insoddisfatto circa ogni obiettivo raggiunto.

La stima di sé riguarda aspetti importanti della propria vita.

Lavorare sulla propria stima è fondamentale per far sì che si possa condurre una vita felice.

Sviluppare un’elevata stima di sé aiuta le persone a prendere decisioni adeguate, a non affidarsi completamente agli altri, ad essere indipendente e credere nelle proprie capacità.

Chi non si stima abbastanza dovrebbe interrogarsi sulle motivazioni della propria insoddisfazione e, se necessario, chiedere aiuto ad uno specialista per cercare di acquisire maggiore consapevolezza di sé e imparare a stimarsi.

Dr. ssa Annamaria Giancaspero

RIDIAMOCI SU!

Ridere fa bene all’umore ma quanti sanno stare allo scherzo?

Quando ci si trova in compagnia e si fanno delle battute, la reazione immediata è quella di ridere soprattutto se la battuta e il contesto cui si riferisce ci è ben noto; tuttavia, non sempre siamo in grado di tollerare lo scherzo oppure, se il motivo della risata ci riguarda in prima persona non sempre questo è di nostro gradimento.

Anche nella coppia è fondamentale ridere e un’interessante ricerca ha esaminato la correlazione tra l’ironia/autoironia e la soddisfazione nella relazione.

La ricerca è stata condotta in Germania dalla Martin Luther University Halle-Wittenberg e conta 154 coppie eterosessuali come partecipanti. Ciascun membro della coppia ha risposto separatamente ad alcune domande sulle loro relazioni; successivamente i ricercatori si sono concentrati sul modo di gestire la risata grazie ad un’indagine sul gradimento o disapprovazione per i momenti di divertimento nella coppia.

I risultati della ricerca hanno evidenziato una maggiore sintonia e soddisfazione nelle coppie che sanno prendersi in giro e ricorrono all’autoironia. Invece, la gelotofobia cioè il timore di essere presi in giro, provoca un impatto negativo sulla coppia e porta ad un minor grado di soddisfazione generale e soprattutto nell’intimità sessuale.

Non bisogna pensare all’ironia verso sé stessi come un atteggiamento di derisione; anzi, può trattarsi di un momento di leggerezza e spensieratezza che può consolidare e mantenere vivo il rapporto di coppia.

La quotidianità potrebbe generare monotonia quindi perché non ridurla con una risata?

Fonte: Popular Science

FOODGASM: IL CIBO ORGASMATICO

Ebbene si, anche il cibo fa provare un immenso piacere. Pensate agli aggettivi che attribuite al vostro cibo preferito o ad un nuovo piatto che ha fatto gioire il vostro palato dopo averlo assaggiato. Un buon piatto può essere libidinoso, appagante, soddisfacente, piccante, un po’ come un rapporto sessuale.

Forse cibo e sesso non sono due mondi opposti, anzi, vanno in parallelo.

Scientificamente è stato dimostrato che le vie implicate nella trasmissione delle informazioni sul piacere sessuale e alimentare siano più o meno lo stesse.

Non sorprende infatti che esistano molti cibi che, oltre a stuzzicare il nostro palato, aumentano la voglia sessuale: stiamo parlando dei cibi afrodisiaci. Il cioccolato, i frutti di bosco, le fragole e il tartufo sono alcuni di questi.

Le sostanze contenute in questi alimenti fanno aumentare i livelli di alcuni ormoni responsabili del senso del piacere. http://www.annamariagiancaspero.it

Riflettete quando state attraversando un momento triste o una brutta giornata  il cibo vi regala quella sensazione di rilassamento e appagamento: anche in questo caso provate un piacere spesso simile a quello che può regalarvi un rapporto sessuale.

Oggi, infatti, si può utilizzare il termine foodgasm per riferirsi alla sensazione di piacere generata dal cibo e a quello che chiamerei “orgasmo” alle papille gustative.

Il cibo e soprattutto alcuni alimenti ci procurano piacere ma va sempre ricordato che non bisogna eccedere nelle quantità: il troppo stroppia e fa diventare l’eccezione una regola.

La durata di una relazione

La durata di una relazione può influenzare il desiderio sessuale?

La risposta è si. Un’interessante studio del 2010, condotto da Carvalheira, Brotto e Leal, vede come partecipanti 3867 donne e dimostra che il 42% delle donne che ha relazioni a lungo termine con il proprio partner, pratica attività sessuali pur non provando un forte desiderio. Invece, la percentuale diminuisce per le donne impegnate in relazioni a breve termine, mostrando un maggior grado di soddisfazione personale e con il partner.

Per ottenere questi risultati, è stato chiesto ai soggetti partecipanti di compilare un questionario suddiviso per aree tematiche. Lo scopo della ricerca verteva sull’esplorazione delle motivazioni che spingono la donna a praticare attività sessuali, a individuare la frequenza e i predittori della fantasia sessuale, il riconoscimento della pulsione sessuale e, infine, si è cercato di cogliere le possibili associazioni tra queste variabili.

I dati statistici spiegano che fattori come la religione, l’età, la durata di una relazione, la frequenza dell’orgasmo e la difficoltà ad eccitarsi sono significativamente associati alle fantasie sessuali.

Le motivazioni che spingono le donne a praticare attività sessuali sono diverse e i fattori sociali, ambientali e di contesto influiscono molto nella loro vita sessuale

http://www.jsm.jsexmed.org/article/S1743-6095(15)32979-9/fulltext

 

Matrimoni bianchi

Sapevate cosa sono i matrimoni bianchi?

Per chi non lo sapesse, i cosiddetti matrimoni bianchi sono i matrimoni non consumati.

Vi chiederete come mai possa accadere che una coppia sposata non pratichi sesso durante la propria vita coniugale e quali possano essere le motivazioni.

Mentre negli anni passati si riteneva che la principale causa dei matrimoni bianchi fosse l’impotenza maschile o il vaginismo femminile, oggi invece, si sa che le cause vanno ricercate in entrambi i partner e nel loro rapporto: è consigliabile, infatti, una terapia di coppia e non individuale. La maggior parte di donne vaginiste, ovvero donne che provano dolore nell’essere penetrate, ha mariti molto accondiscendenti e premurosi che quindi desistono all’idea di avere un rapporto sessuale.

Seppur si pensi che il fenomeno dei matrimoni bianchi riguardi poche coppie, in realtà non è così; basti pensare che in Italia sono state accertate ventimila coppie e soprattutto coppie giovani.

Il problema principale di queste coppie è il timore di chiedere aiuto e di esternare il proprio problema. Questo atteggiamento fa sì che il matrimonio non venga consumato per mesi o addirittura anni.

Il motivo per il quale le coppie decidono di rivolgersi ad uno specialista dopo anni di silenzio, insoddisfazione, fobie e ansia, è il desiderio di voler mettere al mondo un figlio. Questa necessità spinge marito e moglie ad intraprendere una terapia di coppia che li aiuti sia ad avere un bambino che a superare i loro problemi e vivere una vita coniugale serena e soddisfacente.

@annamariagiancaspero

Desiderio e durata delle relazioni

La durata di una relazione può influenzare il desiderio sessuale?

La risposta è si. Un interessante studio del 2010, condotto da Carvalheira, Brotto e Leal, vede come partecipanti 3867 donne e dimostra che il 42% delle donne che ha relazioni a lungo termine con il proprio partner, pratica attività sessuali pur non provando un forte desiderio. Invece, la percentuale diminuisce per le donne impegnate in relazioni a breve termine, mostrando un maggior grado di soddisfazione personale e con il partner.

Per ottenere questi risultati, è stato chiesto ai soggetti partecipanti di compilare un questionario suddiviso per aree tematiche. Lo scopo della ricerca verteva sull’esplorazione delle motivazioni che spingono la donna a praticare attività sessuali, a individuare la frequenza e i predittori della fantasia sessuale, il riconoscimento della pulsione sessuale e, infine, si è cercato di cogliere le possibili associazioni tra queste variabili.

I dati statistici spiegano che fattori come la religione, l’età, la durata di una relazione, la frequenza dell’orgasmo e la difficoltà ad eccitarsi sono significativamente associati alle fantasie sessuali.

Le motivazioni che spingono le donne a praticare attività sessuali sono diverse e i fattori sociali, ambientali e di contesto influiscono molto nella loro vita sessuale.

http://www.jsm.jsexmed.org/article/S1743-6095(15)32979-9/fulltext