Le regole per “litigare”bene


Una coppia non è mai esente da litigi e incomprensioni.

I litigi fanno parte della relazione e aiutano a non cadere nella monotonia e a conoscersi meglio.

Un piccolo litigio, può essere un’occasione per scoprire qualcosa in più dell’altra persona.

Quando si affronta una discussione o un litigio i toni potrebbero scaldarsi e gli insulti, sarcastici o meno, non mancano quasi mai.

Erica Francesca Poli scrive che per litigare nella giusta maniera bisogna evitare i cosiddetti quattro cavalieri dell’apocalisse di Gottnam: Critica, Atteggiamento di Difesa, Disprezzo e Fare Muro.

Questi 4 elementi non vi suoneranno sicuramente nuovi, anzi, molti di voi staranno già ricordando situazioni in cui li ha sperimentati.

Quando qualcosa non va, si è soliti partire da una critica che diventa in realtà una critica verso la persona piuttosto che verso una situazione; “sei il solito ritardatario, sei un egoista”, “questa casa è un disastro perché sei disordinato”: questi sono solo alcuni esempi comuni a tutti.

Una critica di questo tipo alimenta maggiormente i diverbi e porta la coppia a scontrarsi sempre più. Alla critica quindi seguirebbe il contrattacco o la classica reazione “combatti o fuggi”.

Sia l’attacco che la fuga sono comportamenti che non permettono la risoluzione del conflitto ma che potrebbero portare uno dei due partner ad alzare un muro in quanto ci si convince che il dialogo sia inutile.

Una volta innescati questi meccanismi, bisognerebbe preoccuparsi di disinnescarli per evitare sofferenze a sé stessi e al partner.

Per ottenere comprensione ed esprimersi in modo da non ferire l’altro bisogna imparare a comunicare in modo non violento: in questo modo voi, come singoli e come coppia, sarete in grado di affrontare al meglio un problema o un diverbio.
Tuttavia va sottolineato, che non esistono regole fisse, ciò che è importante è la capacità di saper e voler comunicare con l’altro

Dr.ssa Annamaria Giancaspero

SBAGLIARE NELLA COPPIA: ‘ERRARE HUMANUM EST’

‘Errare humanum est’ (sbagliare è umano): nulla di più vero.

Eppure, nonostante i tanti sbagli che si possono commettere, spesso non si è in grado di riconoscere l’errore.

Riconoscere i propri errori è segno di maturità, è la capacità di accettare una critica o un consiglio, capacità di dialogare.

In particolare, la consapevolezza di aver sbagliato diventa fondamentale in una coppia.

Sembra facile ma è più facile a dirsi che a farsi.

Riconoscere di aver sbagliato implica umiltà, coraggio, intelligenza sociale ed emotiva.

Un comportamento socialmente ed emotivamente intelligente deve soddisfare tre condizioni:

  1. Riconoscere i propri errori senza mezzi termini.
  2. Scusarsi sinceramente per l’accaduto.
  3. Impegnarsi a non ripetere l’errore

Le coppie che sono in grado di far propri questi comportamenti saranno destinate a durare a lungo, tenderanno ad essere sempre sincere e a non aver vergogna di ammettere un errore.

Se invece, si adottano scuse del tipo ‘è sempre colpa tua se…’, ‘non sono stato io’, ‘dai sempre la colpa a me’, ecc…, il rischio è quello che la coppia abbia i giorni contati.

In questo caso ovviamente è più possibile che si soffra e ci si senta psicologicamente più fragili e stressati.

Sincerità, tolleranza, capacità di perdonare e ammettere gli errori sono le modalità principali per garantire felicità e stabilità ad una coppia.

IL SESSO: UN’ARMA CONTRO L’INVECCHIAMENTO

Avere una vita sessuale attiva e appagante aiuta ad essere felici e soddisfatti.

Oltre alle proprietà benefiche che il sesso ha sulla nostra salute, sembra anche che rappresenti l’elisir di lunga vita per le donne.

L’Università della California ritiene infatti che fare l’amore almeno una volta a settimana allunghi la vita delle donne.

Secondo gli studiosi dell’Università della California, le donne che hanno rapporti con il proprio partner almeno una volta a settimana, presentano dei telomeri più lunghi.

I telomeri sono le estremità ‘protettive’ del DNA associati ad un più lento invecchiamento e ad una maggiore durata della vita.

Pare, dunque, che ci sia un legame tra l’intimità sessuale e i telomeri più lunghi.

Si tratta di un legame che è indipendente dalla presenza o meno di conflitti nella coppia o dalla soddisfazione della relazione.

Tuttavia, questi ultimi fattori sono fondamentali in una relazione.

Se, da una parte, il sesso allunga la vita, dall’altra però non è l’unico fattore a determinare la felicità o la stabilità di una coppia.

RIDIAMOCI SU!

Ridere fa bene all’umore ma quanti sanno stare allo scherzo?

Quando ci si trova in compagnia e si fanno delle battute, la reazione immediata è quella di ridere soprattutto se la battuta e il contesto cui si riferisce ci è ben noto; tuttavia, non sempre siamo in grado di tollerare lo scherzo oppure, se il motivo della risata ci riguarda in prima persona non sempre questo è di nostro gradimento.

Anche nella coppia è fondamentale ridere e un’interessante ricerca ha esaminato la correlazione tra l’ironia/autoironia e la soddisfazione nella relazione.

La ricerca è stata condotta in Germania dalla Martin Luther University Halle-Wittenberg e conta 154 coppie eterosessuali come partecipanti. Ciascun membro della coppia ha risposto separatamente ad alcune domande sulle loro relazioni; successivamente i ricercatori si sono concentrati sul modo di gestire la risata grazie ad un’indagine sul gradimento o disapprovazione per i momenti di divertimento nella coppia.

I risultati della ricerca hanno evidenziato una maggiore sintonia e soddisfazione nelle coppie che sanno prendersi in giro e ricorrono all’autoironia. Invece, la gelotofobia cioè il timore di essere presi in giro, provoca un impatto negativo sulla coppia e porta ad un minor grado di soddisfazione generale e soprattutto nell’intimità sessuale.

Non bisogna pensare all’ironia verso sé stessi come un atteggiamento di derisione; anzi, può trattarsi di un momento di leggerezza e spensieratezza che può consolidare e mantenere vivo il rapporto di coppia.

La quotidianità potrebbe generare monotonia quindi perché non ridurla con una risata?

Fonte: Popular Science

L’ANORESSIA… SESSUALE

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che in molti conoscono ma non tutti, invece, sanno cosa sia l’anoressia sessuale.

Mentre l’anoressia (nervosa) consiste in un rifiuto sistematico del cibo, l’anoressia sessuale è un disturbo che porta al rifiuto di attività sessuali e alla mancanza di fantasie e pensieri erotici.

L’anoressia sessuale può colpire indistintamente uomini e donne e le cause possono essere di varia natura: traumi psicologici, abusi, scarsa autostima, litigi costanti nella coppia, stress, monotonia e molto altro ancora.

Per parlare di disturbo da anoressia sessuale occorre che alcuni sintomi si manifestino continuamente per almeno 6 mesi. I sintomi possono essere: fantasie sessuali e erotiche assenti, mancata eccitazione, mancati tentativi o rifiuto di approcciarsi al partner e ricercare l’attività sessuale.

Il primo passo per affrontare l’anoressia sessuale è sicuramente acquisire consapevolezza del disturbo e poi cercare di capirne la causa. Se autonomamente non si riesce nell’intento di individuare la causa e di trovare dei possibili rimedi, l’aiuto di uno specialista è certamente consigliato. La terapia prevedrà di individuare le cause, di indagare il tipo di relazioni amicali e/o amorose, il vissuto del/la paziente e decidere insieme l’obiettivo e le strategie migliori per affrontare il disturbo e riacquistare il benessere precedentemente smarrito.

Fonte: ISSM- International Society for Sexual Medicine

BDSM: DOLORE O PIACERE?

La maggior parte di voi conoscerà certamente Christian Grey e i suoi gusti più o meno discutibili. Ecco, la pratica da lui messa in atto con la dolce Anastasia Steele è il BDSM: ne avete mai sentito parlare?

Si tratta di un particolare tipo di attività sessuale che prevede diverse pratiche.

L’acronimo BDSM sta per Bondage/Disciplina, Dominazione/Sottomissione e Sadismo/Masochismo.

Il BDSM è un’esperienza sicura e consensuale.  Entrambe le parti sono consenzienti dei ruoli che verranno interpretati e delle pratiche che verranno messe in atto.

I principali ruoli che si possono assumere sono quelli del dominatore (o dominatrice) e del sottomesso/a.

I ruoli dei partner  nella pratica BDSM non sono mantenuti fissi ma possono essere interscambiabili, effettuando il cosiddetto “switch”.

Le pratiche del BDSM sono innumerevoli, si va da quelle più “soft” come il bondage a quelle più violente come la disciplina domestica.  Il Bondage consiste nell’immobilizzare il partner con corde, manette o altri oggetti. La disciplina domestica, invece, è una pratica nella quale il/la sottomesso/a dovrà obbedire a tutti gli ordini del dominatore, in caso contrario verrà “punito/a” fisicamente.

Da un recente sondaggio è emerso che gli italiani preferiscano il bondage come pratica BDSM e a seguire vi sono giochi con frusta e spanking (sculacciate); torture, giochi di ruolo e umiliazioni sembrano invece essere pratiche meno ricorrenti e per la quale si nutre poco interesse.

E’ però importante ricordare che, nonostante il BDSM sia una pratica sicura e consensuale, possono comunque verificarsi degli incidenti.

Infatti, nei casi più rischiosi vengono utilizzate sostanze e strumenti potenzialmente pericolosi, quali cera, ghiaccio, sostanze chimiche, elettrodi o guaine.

Per questo motivo il sottomesso e il dominatore si mettono d’accordo scegliendo una “safe word ovvero una parola che funge da “campanello d’allarme” per comunicare al dominatore di fermarsi quando il gioco diventa pericoloso e doloroso.

Prese le giuste precauzioni, il BDSM è una pratica che può rendere il rapporto sessuale più eccitante e potrebbe aiutare a rompere la monotonia.

Inoltre, la natura rischiosa del BDSM potrebbe addirittura aumentarne il piacere.