AMORESSIA: L’ ANORESSIA DEI SENTIMENTI

L’amoressia, chiamata anche anoressia sentimentale, è il rifiuto di nutrirsi dei sentimenti.

Il riferimento all’anoressia è infatti scontato.

L’anoressica nervosa si priva del cibo e “l’amoressica” dei sentimenti.

Questo tipo di comportamento può dipendere da diversi fattori ed esperienze.

Tra le più influenti vi sono la separazione e l’abbandono, soprattutto in età infantile.

L’amoressia può anche paragonarsi alla philophobia (paura di amare). Anche questo disturbo dipende da esperienze dolorose e traumi sperimentati in tenera età.

L’amoressica tenta di esercitare un rigido controllo sulle emozioni e di non lasciarsi andare.

Il suo motto, pertanto, diventa: Non amo per non soffrire.

L’anoressia sentimentale colpisce principalmente il genere femminile che, in alcuni casi, adotta comportamenti tipicamente maschili.

Maggiormente presente negli uomini è invece la bulimia sentimentale.

Essa consiste in una ricerca continua di relazioni affettivo-sessuali che, una volta consumate, vengono ‘vomitate’ per ricercarne delle altre.

Nel caso della bulimia sentimentale alcune cause sono da ricercarsi in comportamenti ormai comuni nella società.

Basti pensare agli speed-date o ai one-night-stand (avventure da una notte).

Questi e altri fenomeni simili favoriscono l’incontro tra corpi e non tra persone.

In questo modo risulterà più facile sviluppare l’anoressia o bulimia sentimentale.

Inoltre, sarà più facile innalzare delle difese per proteggersi da eventuali sofferenze e delusioni d’amore.

IL SESSO: UN’ARMA CONTRO L’INVECCHIAMENTO

Avere una vita sessuale attiva e appagante aiuta ad essere felici e soddisfatti.

Oltre alle proprietà benefiche che il sesso ha sulla nostra salute, sembra anche che rappresenti l’elisir di lunga vita per le donne.

L’Università della California ritiene infatti che fare l’amore almeno una volta a settimana allunghi la vita delle donne.

Secondo gli studiosi dell’Università della California, le donne che hanno rapporti con il proprio partner almeno una volta a settimana, presentano dei telomeri più lunghi.

I telomeri sono le estremità ‘protettive’ del DNA associati ad un più lento invecchiamento e ad una maggiore durata della vita.

Pare, dunque, che ci sia un legame tra l’intimità sessuale e i telomeri più lunghi.

Si tratta di un legame che è indipendente dalla presenza o meno di conflitti nella coppia o dalla soddisfazione della relazione.

Tuttavia, questi ultimi fattori sono fondamentali in una relazione.

Se, da una parte, il sesso allunga la vita, dall’altra però non è l’unico fattore a determinare la felicità o la stabilità di una coppia.

L’IDEOLOGIA DELLA MASCOLINITA’

Le differenze fra genere maschile e femminile non esprimono esclusivamente il sesso di una persona.

Anche oggi continuano ad esserci distinzioni tra uomini e donne e la cosiddetta ‘ideologia della mascolinità’ persiste ancora.

L’American Psychology Association (APA) ritiene che proprio l’ideologia della mascolinità tradizionale limita lo sviluppo psicologico dei maschi nonché il loro comportamento.

Inoltre, è possibile che emergano dei conflitti di genere e che la propria salute fisica e mentale venga influenzata negativamente.

Un noto psicologo dell’APA evidenzia che l’ideologia della mascolinità rappresenti un insieme di caratteristiche malsane per gli uomini, soprattutto uomini sessisti e violenti che non si prendono cura di sé stessi.

Chi sviluppa questa ideologia pensa di avere un potere sociale e un ‘privilegio’ rispetto alla controparte femminile.

L’APA sta tentando di stabilire delle linee guida per aiutare gli psicologi ad affrontare al meglio i problemi di uomini e ragazzi che dimostrano un atteggiamento sessista.

Un’ideologia di questo tipo si collega anche all’omofobia, al bullismo e alle molestie sessuali.

Gli psicologi dell’APA sottolineano che le mascolinità si costruiscono sulla base delle norme sociali e culturali.

Agire sull’ideologia maschilista è possibile e può essere un primo passo per ridurre atti di bullismo, violenze psicologiche e fisiche, abuso di alcol e/o sostanze.

Intervenire in questa direzione permetterà di raggiungere un equilibrio psicofisico da mantenere nel corso della vita.

LE PERVERSIONI: UOMINI VS DONNE

La parola ‘perversione’ fa assumere un’espressione accigliata e di disapprovazione.

È un luogo comune considerare le perversioni come degli atti osceni o dei ‘disturbi’.

In realtà, ciascuno di noi può sviluppare delle perversioni e ciò non vuol dire non essere “normali”.

Molti psicologi sostengono che in tutti noi si riflettono delle forme di perversione.

Pare che le perversioni siano legate alle prime fasi dell’infanzia e ad alcuni eventi infantili che tutti sperimentiamo. Ad esempio, il masochismo, il feticismo, il sadomasochismo, l’esibizionismo, la sottomissione sono tendenzialmente perversioni che si originano dall’infanzia.

In persone che hanno vissuto dei traumi, seppure leggeri, in tenera età, la perversione assume un’accezione positiva in quanto permette di tenere sotto controllo emozioni pericolose e desideri distruttivi.

La perversione, però, non è sinonimo di patologia e tutti possiamo averne qualcuna.

I temi ricorrenti dal quale sembra originino le perversioni sono: i complessi edipici, la paura della donna-padrona che esercita il proprio controllo sull’uomo, la differenza fra i sessi.

Ma chi è più perverso? L’uomo o la donna?

Si è sempre pensato che le perversioni fossero sperimentate in misura maggiore dagli uomini. Nonostante le perversioni femminili non siano ancora state ampiamente indagate, si può comunque sostenere che le donne non sono meno perverse degli uomini, semplicemente lo sono in modo diverso.

Infatti, alcuni autori parlano della mania per lo shopping, dell’anoressia, della lettura compulsiva di romanzi d’amore e dell’atteggiamento servile come perversioni. Questo si deve principalmente al ruolo sociale della donna che generalmente, anche a causa di molti tabù, non si esprime in maniera esplicita a livello sessuale.

Quindi, è forse probabile che se l’immagine della donna e della sessualità femminile cambiasse, le donne apparirebbero perverse tanto quanto gli uomini.

A voi le riflessioni!

L’ANORESSIA… SESSUALE

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che in molti conoscono ma non tutti, invece, sanno cosa sia l’anoressia sessuale.

Mentre l’anoressia (nervosa) consiste in un rifiuto sistematico del cibo, l’anoressia sessuale è un disturbo che porta al rifiuto di attività sessuali e alla mancanza di fantasie e pensieri erotici.

L’anoressia sessuale può colpire indistintamente uomini e donne e le cause possono essere di varia natura: traumi psicologici, abusi, scarsa autostima, litigi costanti nella coppia, stress, monotonia e molto altro ancora.

Per parlare di disturbo da anoressia sessuale occorre che alcuni sintomi si manifestino continuamente per almeno 6 mesi. I sintomi possono essere: fantasie sessuali e erotiche assenti, mancata eccitazione, mancati tentativi o rifiuto di approcciarsi al partner e ricercare l’attività sessuale.

Il primo passo per affrontare l’anoressia sessuale è sicuramente acquisire consapevolezza del disturbo e poi cercare di capirne la causa. Se autonomamente non si riesce nell’intento di individuare la causa e di trovare dei possibili rimedi, l’aiuto di uno specialista è certamente consigliato. La terapia prevedrà di individuare le cause, di indagare il tipo di relazioni amicali e/o amorose, il vissuto del/la paziente e decidere insieme l’obiettivo e le strategie migliori per affrontare il disturbo e riacquistare il benessere precedentemente smarrito.

Fonte: ISSM- International Society for Sexual Medicine

BDSM: DOLORE O PIACERE?

La maggior parte di voi conoscerà certamente Christian Grey e i suoi gusti più o meno discutibili. Ecco, la pratica da lui messa in atto con la dolce Anastasia Steele è il BDSM: ne avete mai sentito parlare?

Si tratta di un particolare tipo di attività sessuale che prevede diverse pratiche.

L’acronimo BDSM sta per Bondage/Disciplina, Dominazione/Sottomissione e Sadismo/Masochismo.

Il BDSM è un’esperienza sicura e consensuale.  Entrambe le parti sono consenzienti dei ruoli che verranno interpretati e delle pratiche che verranno messe in atto.

I principali ruoli che si possono assumere sono quelli del dominatore (o dominatrice) e del sottomesso/a.

I ruoli dei partner  nella pratica BDSM non sono mantenuti fissi ma possono essere interscambiabili, effettuando il cosiddetto “switch”.

Le pratiche del BDSM sono innumerevoli, si va da quelle più “soft” come il bondage a quelle più violente come la disciplina domestica.  Il Bondage consiste nell’immobilizzare il partner con corde, manette o altri oggetti. La disciplina domestica, invece, è una pratica nella quale il/la sottomesso/a dovrà obbedire a tutti gli ordini del dominatore, in caso contrario verrà “punito/a” fisicamente.

Da un recente sondaggio è emerso che gli italiani preferiscano il bondage come pratica BDSM e a seguire vi sono giochi con frusta e spanking (sculacciate); torture, giochi di ruolo e umiliazioni sembrano invece essere pratiche meno ricorrenti e per la quale si nutre poco interesse.

E’ però importante ricordare che, nonostante il BDSM sia una pratica sicura e consensuale, possono comunque verificarsi degli incidenti.

Infatti, nei casi più rischiosi vengono utilizzate sostanze e strumenti potenzialmente pericolosi, quali cera, ghiaccio, sostanze chimiche, elettrodi o guaine.

Per questo motivo il sottomesso e il dominatore si mettono d’accordo scegliendo una “safe word ovvero una parola che funge da “campanello d’allarme” per comunicare al dominatore di fermarsi quando il gioco diventa pericoloso e doloroso.

Prese le giuste precauzioni, il BDSM è una pratica che può rendere il rapporto sessuale più eccitante e potrebbe aiutare a rompere la monotonia.

Inoltre, la natura rischiosa del BDSM potrebbe addirittura aumentarne il piacere.

FOODGASM: IL CIBO ORGASMATICO

Ebbene si, anche il cibo fa provare un immenso piacere. Pensate agli aggettivi che attribuite al vostro cibo preferito o ad un nuovo piatto che ha fatto gioire il vostro palato dopo averlo assaggiato. Un buon piatto può essere libidinoso, appagante, soddisfacente, piccante, un po’ come un rapporto sessuale.

Forse cibo e sesso non sono due mondi opposti, anzi, vanno in parallelo.

Scientificamente è stato dimostrato che le vie implicate nella trasmissione delle informazioni sul piacere sessuale e alimentare siano più o meno lo stesse.

Non sorprende infatti che esistano molti cibi che, oltre a stuzzicare il nostro palato, aumentano la voglia sessuale: stiamo parlando dei cibi afrodisiaci. Il cioccolato, i frutti di bosco, le fragole e il tartufo sono alcuni di questi.

Le sostanze contenute in questi alimenti fanno aumentare i livelli di alcuni ormoni responsabili del senso del piacere. http://www.annamariagiancaspero.it

Riflettete quando state attraversando un momento triste o una brutta giornata  il cibo vi regala quella sensazione di rilassamento e appagamento: anche in questo caso provate un piacere spesso simile a quello che può regalarvi un rapporto sessuale.

Oggi, infatti, si può utilizzare il termine foodgasm per riferirsi alla sensazione di piacere generata dal cibo e a quello che chiamerei “orgasmo” alle papille gustative.

Il cibo e soprattutto alcuni alimenti ci procurano piacere ma va sempre ricordato che non bisogna eccedere nelle quantità: il troppo stroppia e fa diventare l’eccezione una regola.

Risonanza magnetica e ipodesiderio

L’ipodesiderio, o mancanza di desiderio, è una patologia che colpisce sia uomini sia donne e  può avere conseguenze di vario tipo nella vita di coppia e personale.

Le cause da attribuire a questa patologia possono essere di natura fisiologica e psicologica.

Il centro del desiderio, nel nostro cervello, è il sistema limbico e lo dimostra uno studio condotto nel 2017 presso l’Università di Chicago (USA).

Scopo dello studio era di determinare quantitativamente le reti neurali coinvolte nell’ipodesiderio (HDSS) e quali regioni fossero associate al desiderio sessuale femminile.

Il metodo di ricerca prevedeva l’utilizzo di una tecnica di neuroimaging particolarmente sofisticata, la risonanza magnetica funzionale (fMRI).

I risultati ottenuti individuano il sistema limbico, la corteccia frontale e parietale quali zone del cervello che si attivano quando una donna prova desiderio. Pertanto, una disfunzione di queste aree è responsabile di un calo o mancanza di desiderio.

http://www.smr.jsexmed.org/article/S2050-0521(17)30083-5/fulltext

Chi è l’Istrionico?

Adulatore, seducente, ammaliatore, provocante.. sembrerebbe la descrizione di un uomo ideale.

E invece si tratta di caratteristiche tipiche di una personalità istrionica.

Vi starete sicuramente domandando chi è l’Istrionico?

Nell’antica Roma gli istrioni erano gli attori che per mezzo della voce e del gesto rappresentavano le tragedie e le commedie; infatti la caratteristica principale del disturbo istrionico di personalità è l’intensa emotività esternata in modo teatrale.

L’istrionico è una persona che utilizza l’aspetto fisico per attrarre l’attenzione su di sé, si comporta in modo sessualmente seducente e provocante, è desideroso di ricevere attenzioni e pur di ottenerle ricorrerebbe a genti estremi quali minacce suicidarie e altri comportamenti rischiosi o pericolosi.

L’istrionico esagera i propri pensieri ed emozioni ma non è in grado di riconoscere sentimenti come la rabbia e la tristezza. Nonostante appaiano così sicuri delle loro abilità di seduzione, essi desiderano e al tempo stesso temono la sessualità. Le donne, ad esempio, si mostrano civettuole e suscitano il desiderio sessuale ma all’atto pratico possono essere anorgasmiche e gli uomini, invece, impotenti. Gli uomini, preoccupati per la loro virilità, si vantano delle proprie conquiste femminili e cercano di descriversi come campioni dell’erotismo.

Tuttavia, la percentuale di persone con disturbo istrionico di personalità è maggiore tra le donne piuttosto che tra gli uomini.

Dunque, caratteristiche che all’apparenza possono sembrare positive, in realtà, possono rivelarsi indizi di un disturbo da non sottovalutare.

Fonte:  Psichiatria per problemi – Tatarelli