IL CERVELLO DELLE DONNE E L’INVECCHIAMENTO

Il cervello delle donne è almeno 3 anni più giovane di quello maschile e gli uomini raggiungono l’età adulta 3 anni dopo le donne.

Tale differenza, poi, persiste durante tutto l’arco della vita.

Questa evidenza si deve ad una ricerca condotta all’Università di Washington.

Nello specifico, il cervello delle donne è in media 3,8 anni più giovane rispetto a quello maschile e questa differenza cerebrale tra uomini e donne è stata rilevata a tutte le età, a partire dai vent’anni.

I ricercatori hanno utilizzato la PET per scansionare il cervello dei partecipanti allo studio.

Con questa procedura hanno notato che il cervello delle donne invecchia più lentamente rispetto a quello maschile.

Ciò spiegherebbe anche perché le donne siano meno suscettibili degli uomini al declino cognitivo che avanza con l’età.

A influenzare lo sviluppo di malattie neurodegenerative è inoltre il metabolismo cerebrale.

Il cervello si nutre principalmente di zuccheri.

Gli zuccheri, con il passare degli anni, si utilizzano in modi differenti.

Pertanto, analizzare il metabolismo cerebrale potrebbe essere utile a capire le differenze tra uomini e donne quando si invecchia.

Si presuppone infatti che le persone con un metabolismo cerebrale più attivo abbiano minori possibilità di sviluppare problemi cognitivi.

Fonte: Popular Science

Risonanza magnetica e ipodesiderio

L’ipodesiderio, o mancanza di desiderio, è una patologia che colpisce sia uomini sia donne e  può avere conseguenze di vario tipo nella vita di coppia e personale.

Le cause da attribuire a questa patologia possono essere di natura fisiologica e psicologica.

Il centro del desiderio, nel nostro cervello, è il sistema limbico e lo dimostra uno studio condotto nel 2017 presso l’Università di Chicago (USA).

Scopo dello studio era di determinare quantitativamente le reti neurali coinvolte nell’ipodesiderio (HDSS) e quali regioni fossero associate al desiderio sessuale femminile.

Il metodo di ricerca prevedeva l’utilizzo di una tecnica di neuroimaging particolarmente sofisticata, la risonanza magnetica funzionale (fMRI).

I risultati ottenuti individuano il sistema limbico, la corteccia frontale e parietale quali zone del cervello che si attivano quando una donna prova desiderio. Pertanto, una disfunzione di queste aree è responsabile di un calo o mancanza di desiderio.

http://www.smr.jsexmed.org/article/S2050-0521(17)30083-5/fulltext