STRESS NEI BAMBINI

Ebbene sì, lo stress colpisce anche i bambini.

Si tratta di una reazione sempre più frequente tra i più piccoli, i quali manifestano malattie e problemi emotivi legati allo stress.

Gli adulti sono in grado di fronteggiare gli effetti di una pressione esterna. I bambini, invece, non dispongono delle capacità necessarie per adattarsi allo stress.

Inoltre, spesso i bambini non sono consapevoli della situazione stressante tanto da ritenere di stare poco bene o di provare emozioni negative.

Le cause dello stress nei bambini sono diverse.

  1. Aspettative degli adulti. Spesso, i genitori si sentono insoddisfatti e richiedono standard di rendimento elevati. I genitori, così, tentano di essere soddisfatti vivendo di luce riflessa.
  2. Genitori/ adulti stressati. I bambini che vivono in un ambiente familiare o scolastico stressante incontreranno difficoltà ad affrontare diverse problematiche, ad esternare le loro emozioni e a vivere serenamente. È stato anche dimostrato che le donne in gravidanza, se particolarmente stressate o depresse, potrebbero compromettere l’equilibrio del nascituro.
  3. Poco tempo dedicato ai bambini. Le generazioni di oggi sono impegnate in svariate attività, scolastiche e non. Calcetto, danza, canto, nuoto, compiti, lavori di gruppo, musica… le attività svolte dai bambini sono sicuramente fondamentali, tuttavia, se eccessive, compromettono lo sviluppo di interazioni sociali positive e dei momenti di condivisione

Se già da bambini si sperimenta un tale livello di stress, le generazioni future non saranno in grado di godere di benessere psico-fisico e lamenteranno diverse problematiche.

A voi le riflessioni…

Fonte: obesità.it

COSA SUCCEDE NEL SONNO?

La parola sonno non equivale a sogno.

È certamente vero che l’attività onirica avviene durante il sonno ma non è l’unica.

Il sonno è fondamentale per la nostra sopravvivenza ed il nostro benessere.

Dormire troppo poco, infatti, può essere dannoso per la salute e può portare a conseguenze più o meno gravi.

Dormire è importante e la sua importanza è sottolineata da un recente studio che indaga principalmente la durata del sonno nei bambini.

Lo studio dimostra che se i bambini tra i 3 e 4 anni dormono meno di 10 ore al giorno e i bambini tra i 5 e i 7 anni dormono meno di otto/nove ore al giorno, allora potrebbero verificarsi problemi comportamentali, cognitivi, relazionali e di apprendimento.

Il sonno, oltre a permettere il riposo muscolare, garantisce ad una serie di funzioni di svilupparsi.

Proprio durante il sonno, ad esempio, si sviluppa l’ormone somatotropo che è responsabile della crescita. Questo spiegherebbe quanto sia importante il sonno soprattutto nei primi anni di vita.

Inoltre, mentre dormiamo avviene il consolidamento delle informazioni in memoria.

La nostra memoria è costantemente bombardata di informazioni e molte, ovviamente, vanno dimenticate.

Il sonno, però, permette a molte di queste informazioni di rimanere in memoria per poter essere recuperate quando necessario.

Tuttavia, è importante ricordare che questi processi possono avvenire solo se non si riscontrano difficoltà ad addormentarsi, non vi sono interruzioni del sonno e si dorma tranquilli.

Qualora ci siano problemi che incidono sulla qualità e quantità del sonno occorre indagare le cause che, spesso, potrebbero essere di natura psicologica.

CHE STRESS!!

 

Lo stress, al giorno d’oggi, sta diventando un problema con il quale convivere.

La definizione letterale di stress è ‘sforzo’; in particolare è una sindrome di adattamento che mira a ristabilire il proprio equilibrio.

Lo stress è considerato un vero e proprio disturbo che può manifestarsi mediante perdita o aumento di peso, tic, depressione, mal di testa e attacchi d’ansia.

Molte ricerche condotte per indagare il fenomeno dello stress hanno evidenziato come lo stress incida sia nella vita privata che in quella lavorativa.

In Italia, 9 persone su 10 sono colpite da eventi stressogeni che mettono a dura prova le proprie forze e il proprio benessere.

Sono molti, dunque, i disturbi psichici associati allo stress e la maggior parte dipendono dalle condizioni di lavoro.

Alcuni ricercatori, tra cui Marina Osnaghi, ritengono che il mondo del lavoro oggi favorisca conflittualità e ansia. La principale ragione del conflitto è l’errore, personale o di qualcun altro. Inoltre, la conflittualità porta a reazioni di rabbia, ira e fissità di pensiero.

E’ evidente come lo stress incida non solo a livello fisico ma soprattutto a livello psicologico.

Lo stress può far incrinare i rapporti interpersonali, creare discussioni familiari e/o coniugali, far insorgere problemi di ansia e attacchi di panico.

Tollerare lo stress e cercare delle strategie per ridurlo è possibile.

Secondo gli esperti la prima strategia è quella di evitare gli stressati che hanno un impatto negativo sulla salute altrui.

Essere gentili, soprattutto in ambito lavorativo, è un’altra strategia efficace.

Ultima strategia ma non meno importante è ridere: la risata è un meccanismo che stimola cuore, polmoni e muscoli e che fa aumentare i livelli di endorfine rilasciati dal nostro cervello.

Tuttavia, se autonomamente non si riesce a far fronte ad elevati livelli di stress, è possibile rivolgersi ad uno specialista con il quale intraprendere una terapia di supporto e ristabilire l’equilibrio psicofisico.

Saper ridurre lo stress aiuterà a condurre una vita più serena, felice ed equilibrata.

 

Fonte: Popular Science

BACIO A DESTRA O A SINISTRA?

Avete mai fatto caso a quale sia il vostro lato preferito per dare un bacio o un abbraccio?

Se ci riflettete sicuramente rispondereste ‘lato destro’.

Questa preferenza è stata anche rilevata da uno studio condotto in Germania e da una serie di studi che confermano l’influenza della manualità. Molti dei nostri contatti sociali, infatti, sono associati ai movimenti delle mani e il saluto ne è un chiaro esempio. Quindi la preferenza dipende sicuramente dai movimenti.

La maggior parte delle persone è destrimana: questo spiega perché si preferisca il lato destro per dare un bacio o per abbracciare qualcuno.

Bisogna però considerare un altro aspetto rilevante, ovvero il contesto emotivo.

Vi sono molte situazioni di forte emotività che spostano la preferenza da destra a sinistra a prescindere che l’emozione suscitata sia positiva o negativa.

Lo spostamento è dato dall’attivazione dell’emisfero destro che è deputato al riconoscimento delle emozioni. I nostri emisferi hanno un controllo controlaterale: l’emisfero destro controlla la parte sinistra del corpo e viceversa.

Inoltre non vi è differenza se si tratti di un amico, del fidanzato/a o di una persona appena conosciuta; destra o sinistra dipende esclusivamente dalla manualità e dall’emotività percepita.

 

Fonte: Popular Science

RIDIAMOCI SU!

Ridere fa bene all’umore ma quanti sanno stare allo scherzo?

Quando ci si trova in compagnia e si fanno delle battute, la reazione immediata è quella di ridere soprattutto se la battuta e il contesto cui si riferisce ci è ben noto; tuttavia, non sempre siamo in grado di tollerare lo scherzo oppure, se il motivo della risata ci riguarda in prima persona non sempre questo è di nostro gradimento.

Anche nella coppia è fondamentale ridere e un’interessante ricerca ha esaminato la correlazione tra l’ironia/autoironia e la soddisfazione nella relazione.

La ricerca è stata condotta in Germania dalla Martin Luther University Halle-Wittenberg e conta 154 coppie eterosessuali come partecipanti. Ciascun membro della coppia ha risposto separatamente ad alcune domande sulle loro relazioni; successivamente i ricercatori si sono concentrati sul modo di gestire la risata grazie ad un’indagine sul gradimento o disapprovazione per i momenti di divertimento nella coppia.

I risultati della ricerca hanno evidenziato una maggiore sintonia e soddisfazione nelle coppie che sanno prendersi in giro e ricorrono all’autoironia. Invece, la gelotofobia cioè il timore di essere presi in giro, provoca un impatto negativo sulla coppia e porta ad un minor grado di soddisfazione generale e soprattutto nell’intimità sessuale.

Non bisogna pensare all’ironia verso sé stessi come un atteggiamento di derisione; anzi, può trattarsi di un momento di leggerezza e spensieratezza che può consolidare e mantenere vivo il rapporto di coppia.

La quotidianità potrebbe generare monotonia quindi perché non ridurla con una risata?

Fonte: Popular Science