LE ALLUCINAZIONI

Le allucinazioni consistono nella percezione di qualcosa che non è reale.

La psicopatologia classica le definisce  percezioni senza oggetto.

La persona, cioè, risponde comunque ad uno stimolo che in realtà è solo immaginario.

È, però, giusto sottolineare che le allucinazioni non rappresentano esclusivamente un fenomeno psichico classificabile come disturbo.

Infatti, anche noi talvolta possiamo sperimentarla. Ad esempio, quando percepiamo un suono che in realtà non è stato prodotto.

Questo spiega come il confine tra normalità e patologia sia molto sottile.

Ritornando alle allucinazioni in senso patologico, vediamo che esse sono di vario tipo.

Distinguiamo infatti quelle visive, uditive, olfattive e ipnagogiche.

Le più comuni e frequenti sono quelle uditive. Queste prevedono che la persona percepisca delle voci, dei rumori, dei ronzii.

Una delle situazioni più gravi è sicuramente quella in cui un paziente riferisce di percepire quotidianamente delle voci in sottofondo. Potrebbero essere voci che, ad esempio, gli comunicano ogni suo movimento e commentano ogni suo gesto.

Capite bene quanto sia stressante ed estenuante una situazione del genere.

Interessanti sono anche le allucinazioni gustative per cui, ad esempio la persona, percepisce come sgradevole un cibo in realtà di suo gradimento o ritiene che quel cibo non è buono in quanto avvelenato.

Questi sono solo alcuni esempi di come le allucinazioni possano compromettere la vita di una persona.

Solitamente esse derivano da un evento scatenante associato a fattori di personalità e vissuto soggettivo della persona.

Le allucinazioni sono trattate da specialisti, il cui aiuto è fondamentale per i pazienti.

 

 

ESPERIENZE DOLOROSE IN UOMINI E DONNE

La vita regala esperienze piacevoli ma anche dolorose.

Le esperienze dolorose si possono superare; tuttavia non sempre si dimenticano completamente e non tutti manifestano la stessa forza per superarle.

Pare che le donne siano più forti degli uomini nel superare e dimenticare i momenti tristi e dolorosi della propria vita.

A dimostrarlo è un recente studio dell’Università di Toronto che ha condotto un’analisi mettendo in luce le differenze tra i sessi nel superare il dolore.

È emerso che gli uomini ricordano chiaramente le loro precedenti esperienze dolorose risultando più stressati e sensibili quando ritornano nei luoghi in cui avevano vissuto l’evento negativo. Ciò, invece, non emerge tra le donne.

I ricercatori hanno elaborato una situazione sperimentale per giungere a questi risultati.

Le persone accedevano ad una stanza dove sperimentavano bassi livelli di dolore causati dal calore e ne valutavano l’intensità. Successivamente sperimentavano un dolore più intenso.

Una volta riportati nella stanza del test, gli uomini riportavano un livello del dolore più alto di quello sperimentato precedentemente e più alto di quello delle donne.

Essere in grado di far fronte alle esperienze tristi e dolorose aiuta a non rimanere ancorati al passato.

Se i ricordi dolorosi diventano un pensiero fisso, l’equilibrio della persona può essere compromesso. Pertanto, qualora il dolore risulti troppo intenso e difficilmente superabile, chiedere aiuto ad uno specialista può rivelarsi efficace.

Fonte: Popular Science