CAPACITA’ DI MENTALIZZAZIONE: COS’E’?

La capacità di mentalizzazione consiste nel riconoscimento degli stati mentali altrui.

Nello specifico, è  ciò che ci permette  di capire un comportamento altrui e di riconoscere agli altri degli stati mentali.

Seppur sembri banale, in realtà si tratta di un’importante capacità.

Poiché è così complessa, essa si acquisisce intorno al quarto anno di vita.

Intorno ai primi tre anni di vita, i bambini non sono in grado di  ‘mettersi nei panni degli altri’.

Per arrivare a queste evidenze, nel campo della psicologia, diversi psicologi hanno condotto un elevato numero di esperimenti.

Possiamo infatti citare autori quali Piaget, Vygotsky e molti altri: tutti interessati alle tappe evolutive dei bambini e allo sviluppo delle capacità mentali.

In un recente studio,  creato per testare la capacità di mentalizzazione di bambini, alcuni ricercatori hanno elaborato una situazione sperimentale.

I bambini che hanno partecipato ,  hanno circa  3 – 4 anni.

In una  prima fase sperimentale  gli viene mostrata  una scatola di cioccolatini contenente delle matite.  Successivamente li  viene  chiesto cosa avrebbero risposto a delle persone “se gli avessero domandato il contenuto della scatola”.

Le risposte sono state di due tipi:

  • Risposta ‘matite’per i bambini che non avevano ancora acquisito la capacità di mentalizzazione.
  • Risposta ‘cioccolatini’ per i bambini con la capacità di mentalizzazione e dunque in grado di riconoscere la diversità di pensiero tra sé e gli altri.

La capacità di mentalizzazione è fondamentale nella vita di ciascuno di noi in quanto ci da la consapevolezza della diversità di pensiero. Inoltre, ci permette di entrare in risonanza con gli altri, comprendere e prevedere i comportamenti altrui.

Fonte: Popular Science

IL CERVELLO DELLE DONNE E L’INVECCHIAMENTO

Il cervello delle donne è almeno 3 anni più giovane di quello maschile e gli uomini raggiungono l’età adulta 3 anni dopo le donne.

Tale differenza, poi, persiste durante tutto l’arco della vita.

Questa evidenza si deve ad una ricerca condotta all’Università di Washington.

Nello specifico, il cervello delle donne è in media 3,8 anni più giovane rispetto a quello maschile e questa differenza cerebrale tra uomini e donne è stata rilevata a tutte le età, a partire dai vent’anni.

I ricercatori hanno utilizzato la PET per scansionare il cervello dei partecipanti allo studio.

Con questa procedura hanno notato che il cervello delle donne invecchia più lentamente rispetto a quello maschile.

Ciò spiegherebbe anche perché le donne siano meno suscettibili degli uomini al declino cognitivo che avanza con l’età.

A influenzare lo sviluppo di malattie neurodegenerative è inoltre il metabolismo cerebrale.

Il cervello si nutre principalmente di zuccheri.

Gli zuccheri, con il passare degli anni, si utilizzano in modi differenti.

Pertanto, analizzare il metabolismo cerebrale potrebbe essere utile a capire le differenze tra uomini e donne quando si invecchia.

Si presuppone infatti che le persone con un metabolismo cerebrale più attivo abbiano minori possibilità di sviluppare problemi cognitivi.

Fonte: Popular Science