BUGIE NELLA COPPIA

Le bugie non sono mai l’alternativa migliore, nemmeno nella coppia.

La bugia è innanzitutto un’affermazione falsa. La possiamo chiamare mezza verità, omissione, falso racconto ma, in fin dei conti, è sempre la stessa cosa.

Si tratta comunque di mentire, consapevoli di conoscere la verità nascosta.

Le più propense a dire a bugie sono proprio le donne, nel senso che creano dei veri e propri racconti, spesso anche articolati. Gli uomini, invece, tendono più ad omettere e vengono scoperti più facilmente.

Le motivazioni che spingono una persona a mentire sono diverse e possiamo tentare di fare una distinzione tra le tipologie di bugiardi.

Abbiamo il bugiardo compulsivo e il bugiardo patologico.

Il primo è una persona che è abituata a mentire quindi per lui la bugia è un vero e proprio rituale. Tuttavia, il bugiardo compulsivo non mente per raggiungere un fine bensì solo per abitudine.

Il bugiardo patologico, invece, è incurante delle conseguenze e soprattutto appare manipolativo, poco affettivo ed empatico e sembra avere degli obiettivi che lo spingano a mentire in modo cronico.

Se dunque la bugia può talvolta nascondere fatti o elementi di poco conto, d’altra parte però può diventare pericolosa.

Un’ultima distinzione che possiamo fare è quella tra Bugia Bianca e la Bugia Reale. La prima è la cosiddetta bugia a fin di bene o omissione di informazioni; la bugia reale, invece, è quella che può nascondere delle tristi verità come il tradimento.

Piccola informazione : per tentare di smascherare chi dice una bugia, provate ad osservare il linguaggio del corpo, le espressioni facciali ed eventuali modifiche nel tono della voce.  (A volte funziona!)

seguite il mio PODCAST

https://www.spreaker.com/user/10717255/bugie-nella-coppia

STRESS E ANSIA: QUALI SONO LE DIFFERENZE?

Stress e ansia sono due parole che usiamo spesso.

Sono due parole che hanno significati diversi, tuttavia, spesso vengono utilizzate in modo inappropriato.

Tra i due, infatti, vi sono delle differenze.

Hans Selye  fu il medico che coniò il termine stress. Lo stress è una risposta del corpo a delle richieste ambientali. La pressione dello stress genera la motivazione per adattare i nostri comportamenti alle richieste ambientali.

Selye, inoltre, distingue uno stress positivo (eustress)e uno stress negativo (distress).

L’eustress è correlato al benessere e alla soddisfazione. Il distress, invece è dannoso e controproducente per la persona.

Fondamentalmente lo stress riguarda le nostre strategie per fronteggiare gli stimoli che hanno un effetto su di noi. Si tratta di stimoli interni ed esterni.

Più si percepisce pressione dagli stimoli, maggiore sarà il livello di stress.

L’ansia, invece, è tipicamente un fenomeno che dipende da noi.

L’ansia è dunque regolata da fattori interni e non concerne le capacità di affrontare alcun tipo di richiesta.

Mentre lo stress riguarda il presente, l’ansia riguarda il futuro.

Lo stress, a volte, è culturalmente apprezzato come status symbol a differenza dell’ansia che, invece, sembra rappresentare debolezza.

Un esempio potrebbe essere il lavoro. Chi è stressato per il lavoro appare come una persona che lavora a pieno ritmo, intraprendente, che dedica tutte le sue risorse a quell’attività. Chi invece dimostra ansia, viene visto come una persona che potrebbe non riuscire a portare a termine qualcosa, che potrebbe avere paura di occuparsi di nuovi compiti o di rivestire ruoli con più responsabilità.

Stress ed ansia, ad ogni modo, condividono il fatto di compromettere l’equilibrio, soprattutto psichico, della persona.

Sono certamente fenomeni normali e inevitabili; tuttavia, se persistono o sono frequenti è bene agire per recuperare il proprio livello di benessere.

Fonte: Psychology today

IL SESSO: UN’ARMA CONTRO L’INVECCHIAMENTO

Avere una vita sessuale attiva e appagante aiuta ad essere felici e soddisfatti.

Oltre alle proprietà benefiche che il sesso ha sulla nostra salute, sembra anche che rappresenti l’elisir di lunga vita per le donne.

L’Università della California ritiene infatti che fare l’amore almeno una volta a settimana allunghi la vita delle donne.

Secondo gli studiosi dell’Università della California, le donne che hanno rapporti con il proprio partner almeno una volta a settimana, presentano dei telomeri più lunghi.

I telomeri sono le estremità ‘protettive’ del DNA associati ad un più lento invecchiamento e ad una maggiore durata della vita.

Pare, dunque, che ci sia un legame tra l’intimità sessuale e i telomeri più lunghi.

Si tratta di un legame che è indipendente dalla presenza o meno di conflitti nella coppia o dalla soddisfazione della relazione.

Tuttavia, questi ultimi fattori sono fondamentali in una relazione.

Se, da una parte, il sesso allunga la vita, dall’altra però non è l’unico fattore a determinare la felicità o la stabilità di una coppia.

ESPERIENZE DOLOROSE IN UOMINI E DONNE

La vita regala esperienze piacevoli ma anche dolorose.

Le esperienze dolorose si possono superare; tuttavia non sempre si dimenticano completamente e non tutti manifestano la stessa forza per superarle.

Pare che le donne siano più forti degli uomini nel superare e dimenticare i momenti tristi e dolorosi della propria vita.

A dimostrarlo è un recente studio dell’Università di Toronto che ha condotto un’analisi mettendo in luce le differenze tra i sessi nel superare il dolore.

È emerso che gli uomini ricordano chiaramente le loro precedenti esperienze dolorose risultando più stressati e sensibili quando ritornano nei luoghi in cui avevano vissuto l’evento negativo. Ciò, invece, non emerge tra le donne.

I ricercatori hanno elaborato una situazione sperimentale per giungere a questi risultati.

Le persone accedevano ad una stanza dove sperimentavano bassi livelli di dolore causati dal calore e ne valutavano l’intensità. Successivamente sperimentavano un dolore più intenso.

Una volta riportati nella stanza del test, gli uomini riportavano un livello del dolore più alto di quello sperimentato precedentemente e più alto di quello delle donne.

Essere in grado di far fronte alle esperienze tristi e dolorose aiuta a non rimanere ancorati al passato.

Se i ricordi dolorosi diventano un pensiero fisso, l’equilibrio della persona può essere compromesso. Pertanto, qualora il dolore risulti troppo intenso e difficilmente superabile, chiedere aiuto ad uno specialista può rivelarsi efficace.

Fonte: Popular Science

L’IMPORTANZA DI STIMARE SE STESSI

Stimarsi  vuol  anche dire accettarsi e volersi bene.

La stima di sé è legata al giudizio che attribuiamo a noi stessi e non al giudizio degli altri.

Infatti, molte volte, è proprio il nostro giudizio a compromettere il nostro equilibrio e il nostro livello di soddisfazione.

Ci sono persone che, nonostante godano della stima famigliare, degli amici e/o del partner, non hanno un’elevata stima di sé e si sentono inadeguate.

Questo è un esempio di come sia più importante il giudizio personale piuttosto che quello altrui.

Il livello di stima personale è proporzionale all’ambizione, alla sicurezza e all’intraprendenza.

Tanto più ci stimiamo, tanto più crederemo nelle nostre capacità e affronteremo la vita con meno difficoltà. Inoltre, tenderemo a instaurare volentieri dei rapporti di amicizia e penseremo di meritare l’amore.

Viceversa, chi ha poca stima di sé, sarà quasi sempre critico nei propri confronti e insoddisfatto circa ogni obiettivo raggiunto.

La stima di sé riguarda aspetti importanti della propria vita.

Lavorare sulla propria stima è fondamentale per far sì che si possa condurre una vita felice.

Sviluppare un’elevata stima di sé aiuta le persone a prendere decisioni adeguate, a non affidarsi completamente agli altri, ad essere indipendente e credere nelle proprie capacità.

Chi non si stima abbastanza dovrebbe interrogarsi sulle motivazioni della propria insoddisfazione e, se necessario, chiedere aiuto ad uno specialista per cercare di acquisire maggiore consapevolezza di sé e imparare a stimarsi.

Dr. ssa Annamaria Giancaspero

SI O NO ALL’ ALTA INFEDELTA’?

Si, avete capito bene: parliamo di tradimenti.

In particolare, ci concentreremo su chi perdonerebbe o meno un tradimento.

C’è chi penserà che accettare e perdonare un tradimento sia da pazzi e c’è chi, invece, penserà, che a seconda dei casi, una seconda possibilità va concessa a tutti.

Approfondiamo le motivazioni che stanno alla base dell’una e dell’altra scelta.

Sicuramente scoprire un tradimento è un’esperienza che nessuno vorrebbe provare, eppure può succedere.

Persone con una forte determinazione, molto decise e convinte delle proprie idee e dei propri valori difficilmente perdonerebbe un tradimento.

Chi invece ha un carattere meno forte, è più malleabile, sensibile e più insicuro/a potrebbe invece essere disposto a perdonare.

Variabili fondamentali nella scelta di concedere o meno una seconda chance sono: durata della relazione, eventuali tradimenti precedenti, giudizio sociale, presenza/assenza di figli, fiducia nel superamento di quanto accaduto, volontà del ‘traditore/traditrice’ di recuperare, grado di dipendenza dal/dalla partner.

Oltre a queste motivazioni bisognerebbe capire anche il perché del tradimento ed interrogarsi sull’andamento della relazione con il/la partner.

Decidere di perdonare o meno è una scelta personale, più o meno condivisibile.

Ciò che importa è che la persona in questione possa ristabilire il proprio benessere e faccia la scelta che più la rende felice.

Tuttavia, chi ha scoperto un tradimento potrebbe manifestare un senso di confusione. In questi casi si può decidere di intraprendere una terapia di coppia per ristabilire l’equilibrio perduto.

DIPENDENZA AFFETTIVA: COS’è?

La dipendenza affettiva è un disturbo mentale per cui ci si affida completamente ad un’altra persona.

La dipendenza affettiva porta il paziente a non credere nelle proprie capacità e abilità tanto da convincersi di doversi affidare completamente a qualcun altro per sentirsi apprezzato.

Pensare che il proprio benessere dipenda da un altro fa sì che venga meno la fiducia personale, l’autostima e la capacità di decidere autonomamente.

Le cause che portano a sviluppare la dipendenza affettiva possono essere diverse: metodo educativo dei genitori, eccessiva presenza/assenza genitoriale, abusi sessuali e/o psicologici.

Qualunque sia la causa, la persona con dipendenza affettiva vivrà con la paura costante di essere rifiutata, di non essere mai abbastanza, di non meritare l’amore.

Un disturbo di questo tipo porta il paziente ad annullare sé stesso per diventare schiavo del partner piegandosi ad ogni sua decisione, anche andando contro la sua stessa volontà.

E’ evidente che si tratta di una dipendenza al pari di quella da droghe e sostanze.

Le dipendenze possono rappresentare una minaccia per l’equilibrio psicofisico della persona e possono essere un ostacolo nella vita quotidiana.

In questi casi l’intervento psicologico è fondamentale per indagare le cause del disturbo e per superarlo.

L’indipendenza, la fiducia nelle proprie capacità, l’autostima e l’amor proprio sono requisiti fondamentali per il benessere e la felicità di una persona.

http://www.annamariagiancaspero.it

RIDIAMOCI SU!

Ridere fa bene all’umore ma quanti sanno stare allo scherzo?

Quando ci si trova in compagnia e si fanno delle battute, la reazione immediata è quella di ridere soprattutto se la battuta e il contesto cui si riferisce ci è ben noto; tuttavia, non sempre siamo in grado di tollerare lo scherzo oppure, se il motivo della risata ci riguarda in prima persona non sempre questo è di nostro gradimento.

Anche nella coppia è fondamentale ridere e un’interessante ricerca ha esaminato la correlazione tra l’ironia/autoironia e la soddisfazione nella relazione.

La ricerca è stata condotta in Germania dalla Martin Luther University Halle-Wittenberg e conta 154 coppie eterosessuali come partecipanti. Ciascun membro della coppia ha risposto separatamente ad alcune domande sulle loro relazioni; successivamente i ricercatori si sono concentrati sul modo di gestire la risata grazie ad un’indagine sul gradimento o disapprovazione per i momenti di divertimento nella coppia.

I risultati della ricerca hanno evidenziato una maggiore sintonia e soddisfazione nelle coppie che sanno prendersi in giro e ricorrono all’autoironia. Invece, la gelotofobia cioè il timore di essere presi in giro, provoca un impatto negativo sulla coppia e porta ad un minor grado di soddisfazione generale e soprattutto nell’intimità sessuale.

Non bisogna pensare all’ironia verso sé stessi come un atteggiamento di derisione; anzi, può trattarsi di un momento di leggerezza e spensieratezza che può consolidare e mantenere vivo il rapporto di coppia.

La quotidianità potrebbe generare monotonia quindi perché non ridurla con una risata?

Fonte: Popular Science