COSA SPINGE LE DONNE A DESIDERARE UNA GRAVIDANZA ?

Diventare mamma è un’esperienza unica e sicuramente bellissima.

Ma perché le donne sono spinte dal desiderio di mettere al mondo un bambino?

Le motivazioni, soprattutto oggi, possono essere diverse.

La principale motivazione dovrebbe essere il coronamento dell’amore di una coppia.

Tuttavia, oggi, le motivazioni sono anche altre.

La prima potrebbe essere la voglia di sentirsi realizzate in quanto donne.

Una donna attraversa diverse fasi nella sua vita e una delle più alte forme di realizzazione potrebbe essere quella di diventare madre.

Altro motivo che spinge le donne a procreare è il tentativo di consolidare il rapporto con il marito/partner.

Molte coppie, anche sposate, possono attraversare dei momenti di crisi e di incomprensione.

Si pensa a volte che mettere al mondo un figlio possa essere la soluzione migliore.

Se in alcuni casi questo è vero, d’altro canto, però, potrebbe rivelarsi un tentativo fallimentare in quanto la coppia potrebbe separarsi e il bambino non riceverebbe le giuste cure e il giusto affetto.

Un’ulteriore motivazione deriverebbe da uno stereotipo sociale.

Secondo i dettami della nostra società, ad una certa età è previsto che una donna trovi una stabilità con un uomo e si dedichi, oltre che al lavoro e alla carriera, anche alla vita da madre.

Infatti, quando una donna si rende conto che la sua cerchia di amiche è in gravidanza o ha già avuto un figlio, potrebbe sentirsi istigata a diventare a sua volta mamma.

Essere genitore vuol dire assumersi delle responsabilità e garantire cure, amore, vicinanza e felicità al bambino.

È fondamentale essere consapevoli del perché si desideri diventare madre.

LA CAUSA DELLA NARCOLESSIA

I disturbi del sonno sono innumerevoli e ciascuno di essi può alterare il benessere psico-fisico di una persona. Uno dei disturbi del sonno maggiormente conosciuto è la narcolessia, che si caratterizza per alcuni sintomi: ipersonnia, cataplessia (perdita del controllo dei muscoli), allucinazioni ipnagogiche e paralisi del sonno.

Una recente ricerca, condotta da ricercatori italiani in Svizzera, ha messo in luce che a causare la narcolessia siano i linfociti T. Questi linfociti attaccano i neuroni responsabili della produzione di un neurotrasmettitore chiamato ipocretina (o orexina).

L ’orexina è l’ormone della felicità, ma anche l’ormone che viene secreto al momento del risveglio. Nelle persone narcolettiche, questo neurotrasmettitore viene cancellato.

L’azione dei linfociti T, spiegano i ricercatori, può essere nociva per l’intero sistema neurale in quanto potrebbero uccidere tutti i neuroni che producono l’ipocretina. I ricercatori italiani pensano che, bloccando i linfociti in fase iniziale, si potrebbe prevenire la progressione della malattia.

La narcolessia è un disturbo del sonno da non sottovalutare e che può mettere a rischio le persone che ne soffrono: gli improvvisi attacchi di sonno potrebbero infatti verificarsi in qualunque momento e in qualunque luogo.

La vita di un narcolettico non è sicuramente semplice e necessita sempre della presenza di qualcuno. La medicina, oggi, sta cercando di trovare una cura a questo disturbo ma va anche ricordato che il malessere di un narcolettico non sarà solo fisico bensì mentale.

Fonte: Popular Science

Chi è il narcisista?

Narcisismo: è un termine che in molti conoscono ma che non sempre viene interpretato correttamente.

Chi è il/la narcisista? E’ colui il quale si concentra esclusivamente sulla considerazione ed esaltazione del Sé.

Il narcisismo è una vera e propria patologia psicologica, noto anche come Disturbo Narcisistico di Personalità. Chi presenta un disturbo di questo tipo può adorare e adulare gli altri se gli sono utili ma potrebbe ben presto cambiare idea su di loro poiché ne mette in evidenza solo i difetti.

Da due esempi proposti nel DSMemergono alcune caratteristiche e sintomi di questo disturbo. In un caso, ad esempio, il paziente era talmente preso dall’idea di sé e convinto di essere speciale al punto da pretendere un trattamento gratuito durante la consulenza o, ancora, pensava che gli altri provassero invidianei suoi confronti. Anche nel secondo caso descritto, il paziente mostrava atteggiamenti che esprimevano la convinzione che tutto gli fosse dovuto.

In generale, la persona con disturbo narcisistico si sente in competizionecon gli altri e tende a primeggiare su tutto e tutti. Si tratta di persone che ostentano molto il proprio modo di vestire, le cure che rivolgono alla propria persona e i propri interessi. Essi richiedono costante attenzione e ammirazione e hanno scarsa, se non addirittura assente, empatia cioè non sono in grado di riconoscere e percepire come si sentono gli altri.

Chi manifesta questo disturbo può diventare presuntuoso, arrogante, superficialee vuole circondarsi solo di persone che considera come ‘simili’; questo comporta un allontanamento da amici e/o familiari che vengono visti come ‘diversi’. Il narcisista, in questo modo, avrà solo amicizie occasionali.

Un disturbo di questo tipo può dunque compromettere le relazioni sociali, familiari e di coppia; inoltre, la persona tenderà sempre di più a ricercare la perfezione e a sentirsi a disagio in situazioni nelle quali non è al centro dell’attenzione.

Le ragioni per cui una persona può manifestare il disturbo narcisistico sono diverse e ognuna di queste andrebbe indagata. La persona narcisista, con il giusto aiuto, può ristabilire il proprio benessere psicologico e relazionale.