IL SEDUTTORE SERIALE: CHI È?

Il seduttore seriale è una persona che vuole piacere a tutti i costi!

Il “piacere a tutti i costi” può, dunque, divenire una  dipendenza, paragonabile  a quella dell’alcol, del cibo, del lavoro.

Chi ne soffre è spinto ad affascinare e ammaliare il prossimo, traendo una gratificazione e  un compiacimento tale da incrementare la sua autostima. La persona che seduce in modo compulsivo ha bisogno di nutrire il suo ego e sentirsi continuamente apprezzata.

Il seduttore seriale, per riuscire nel suo intento, studia la persona nei gusti, nei bisogni, nelle preferenze, negli atteggiamenti e su questi fa leva per raggiungere il suo obiettivo: “ la seduzione”.

La sua finalità non è di tipo erotico o legata all’avere quanti più rapporti occasionali.

Il premio, infatti, è unicamente la soddisfazione di un’inesauribile spinta narcisistica.
Queste persone legano il proprio valore personale alla riuscita di “tali conquiste”; pertanto, sono dipendenti dalla risposta comportamentale altrui.

Come curare un seduttore seriale?

E’ necessario incrementare l’autostima con un percorso di sostegno  psicologico, in quanto spesso alla base di questo comportamento si nasconde un affetto negato o un riconoscimento non ottenuto dalle figure genitoriali, che inducono il seduttore al bisogno incessante di ammaliare, e sedurre.

Annamaria giancaspero

 

L’IMPORTANZA DI STIMARE SE STESSI

Stimarsi  vuol  anche dire accettarsi e volersi bene.

La stima di sé è legata al giudizio che attribuiamo a noi stessi e non al giudizio degli altri.

Infatti, molte volte, è proprio il nostro giudizio a compromettere il nostro equilibrio e il nostro livello di soddisfazione.

Ci sono persone che, nonostante godano della stima famigliare, degli amici e/o del partner, non hanno un’elevata stima di sé e si sentono inadeguate.

Questo è un esempio di come sia più importante il giudizio personale piuttosto che quello altrui.

Il livello di stima personale è proporzionale all’ambizione, alla sicurezza e all’intraprendenza.

Tanto più ci stimiamo, tanto più crederemo nelle nostre capacità e affronteremo la vita con meno difficoltà. Inoltre, tenderemo a instaurare volentieri dei rapporti di amicizia e penseremo di meritare l’amore.

Viceversa, chi ha poca stima di sé, sarà quasi sempre critico nei propri confronti e insoddisfatto circa ogni obiettivo raggiunto.

La stima di sé riguarda aspetti importanti della propria vita.

Lavorare sulla propria stima è fondamentale per far sì che si possa condurre una vita felice.

Sviluppare un’elevata stima di sé aiuta le persone a prendere decisioni adeguate, a non affidarsi completamente agli altri, ad essere indipendente e credere nelle proprie capacità.

Chi non si stima abbastanza dovrebbe interrogarsi sulle motivazioni della propria insoddisfazione e, se necessario, chiedere aiuto ad uno specialista per cercare di acquisire maggiore consapevolezza di sé e imparare a stimarsi.

Dr. ssa Annamaria Giancaspero

DIPENDENZA AFFETTIVA: COS’è?

La dipendenza affettiva è un disturbo mentale per cui ci si affida completamente ad un’altra persona.

La dipendenza affettiva porta il paziente a non credere nelle proprie capacità e abilità tanto da convincersi di doversi affidare completamente a qualcun altro per sentirsi apprezzato.

Pensare che il proprio benessere dipenda da un altro fa sì che venga meno la fiducia personale, l’autostima e la capacità di decidere autonomamente.

Le cause che portano a sviluppare la dipendenza affettiva possono essere diverse: metodo educativo dei genitori, eccessiva presenza/assenza genitoriale, abusi sessuali e/o psicologici.

Qualunque sia la causa, la persona con dipendenza affettiva vivrà con la paura costante di essere rifiutata, di non essere mai abbastanza, di non meritare l’amore.

Un disturbo di questo tipo porta il paziente ad annullare sé stesso per diventare schiavo del partner piegandosi ad ogni sua decisione, anche andando contro la sua stessa volontà.

E’ evidente che si tratta di una dipendenza al pari di quella da droghe e sostanze.

Le dipendenze possono rappresentare una minaccia per l’equilibrio psicofisico della persona e possono essere un ostacolo nella vita quotidiana.

In questi casi l’intervento psicologico è fondamentale per indagare le cause del disturbo e per superarlo.

L’indipendenza, la fiducia nelle proprie capacità, l’autostima e l’amor proprio sono requisiti fondamentali per il benessere e la felicità di una persona.

http://www.annamariagiancaspero.it

L’ANORESSIA… SESSUALE

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che in molti conoscono ma non tutti, invece, sanno cosa sia l’anoressia sessuale.

Mentre l’anoressia (nervosa) consiste in un rifiuto sistematico del cibo, l’anoressia sessuale è un disturbo che porta al rifiuto di attività sessuali e alla mancanza di fantasie e pensieri erotici.

L’anoressia sessuale può colpire indistintamente uomini e donne e le cause possono essere di varia natura: traumi psicologici, abusi, scarsa autostima, litigi costanti nella coppia, stress, monotonia e molto altro ancora.

Per parlare di disturbo da anoressia sessuale occorre che alcuni sintomi si manifestino continuamente per almeno 6 mesi. I sintomi possono essere: fantasie sessuali e erotiche assenti, mancata eccitazione, mancati tentativi o rifiuto di approcciarsi al partner e ricercare l’attività sessuale.

Il primo passo per affrontare l’anoressia sessuale è sicuramente acquisire consapevolezza del disturbo e poi cercare di capirne la causa. Se autonomamente non si riesce nell’intento di individuare la causa e di trovare dei possibili rimedi, l’aiuto di uno specialista è certamente consigliato. La terapia prevedrà di individuare le cause, di indagare il tipo di relazioni amicali e/o amorose, il vissuto del/la paziente e decidere insieme l’obiettivo e le strategie migliori per affrontare il disturbo e riacquistare il benessere precedentemente smarrito.

Fonte: ISSM- International Society for Sexual Medicine

SENSATION SEEKING

Il sensation seeking è la continua ricerca di sensazioni sempre nuove ed intense.

I sensation seekers non vanno tanto alla ricerca del rischio, ma delle emozioni adrenaliniche che spesso solo situazioni rischiose possono dare.

Dei tipici esempi di attività pericolose intraprese dai sensation seekers possono essere gli sport estremi (come il bungee jumping) o anche l’assunzione di sostanze stupefacenti.

 

Come mai questa grande esigenza di sensazioni intense?

Di fronte a situazioni pericolose (le tipiche situazioni “fight or flight”, combatti o scappa), il nostro corpo mette in atto vari processi e in questo modo ci si sente più reattivi e pronti all’azione: ci si sente in qualche modo più vivi. Con il passare del tempo, provando sempre più esperienze pericolose la nostra mente dunque collegherà queste sensazioni piacevoli di invincibilità e potenza all’evento rischioso: solamente situazioni di pericolo potrannno stimolare quelle sensazioni tanto desierate.

L’adrenalina però, è efficace quando viene stimolata raramente: se viene messa in uso abitualmente, la soglia per la sua emissione si innalza. Ciò significa che un individuo può lentamente abituarsi ad uno stimolo pericoloso, stancarsene e andare alla ricerca di esperienze ancora più rischiose solo per provare quelle sensazioni piacevoli che le attività quotidiane non riescono più a provocare.

Il rischio è ovviamente quello di spingersi oltre i limiti e provocarsi seri danni fisici a causa di condotte spericolate e comportamenti malsani. Questo stile di vita può quindi mettere a repentaglio la vita del sensation seeker e di chi gli sta intorno.

 

Le caratteristiche fondamentali che contraddistinguono i sensation seekers sono sicuramente l’estrema facilità con cui si annoiano (non sopportano la routine, la monotonia) e la continua ricerca di esperienze sensoriali e mentali nuove e intense.

Sicuramente c’è da aspettarsi che il sensation seeker non sia la persona ideale con cui instaurare una relazione stabile: la sua intolleranza alla staticità non gli permette di essere soddisfatto avendo solo un partner, tendenzialmente preferisce condurre una vita sessuale più promiscua.

 

La continua ricerca di sensazioni adrenaliniche è nociva per il sensation seeker: ogni attività è destinata a risultare noiosa se ripetuta nel tempo, anche la più strana ed eccitante.

L’unica soluzione per tentare di uscire da questo tunnel del pericolo è quella di cercare di apprezzare la quotidianità nella sua semplicità. Sicuramente una vita comune è meno ricca di adrenalina di quanto non lo sia quella di un sensation seeker, ma porta molte emozioni diverse in più.

 

GELOSIA ed INFEDELTA’

Cos’è la gelosia? La gelosia non è altro che il sentimento che proviamo quando crediamo o siamo sicuri di perdere una persona a noi cara a causa di altri.

la gelosia  è primordiale,  e strettamente legata al senso del possesso.

È un sentimento che ha prima di tutto dei risvolti emotivi interni, dai più semplici come ad esempio la tristezza, la rabbia,  il dolore ai più complessi come la preoccupazione, l’autoaccusa, il rancore, e la paura dell’abbandono. Ma come si può manifestare la gelosia?

La gelosia può manifestarsi anche esternamente, attraverso diversi gesti, alcuni innocui come piangere, parlare del problema o usare l’umorismo, altri più aggressivi come urlare, vendicarsi o fino ai casi estremi, usare violenza.

Quindi la gelosia è solo un sentimento negativo?

Assolutamente no

Il più delle volte tentiamo di nasconderla, ma la gelosia ha un ruolo importante nelle relazioni e può addirittura essere “sfruttata” come potente afrodisiaco per riaccendere il desiderio nella coppia.

Dunque, un po’ di gelosia può essere di aiuto. Ma cosa succede quando la gelosia diventa patologica? Purtroppo, in certi casi le conseguenze possono essere devastanti.

Lo testimonia l’aumento esponenziale di delitti passionali: nella maggior parte dei casi è l’uomo l’autore dell’omicidio, ma talvolta anche le donne, arrivano ad uccidere per gelosia.

Uomini e donne sono quindi gelosi nello stesso modo? Quando parliamo di gelosia, non ci sono molte differenze tra i due sessi, piuttosto potremmo dire che il modo in cui questo sentimento viene espresso dipende dalla personalità dell’individuo.

Senz’altro uno dei motivi principali per cui si prova gelosia nei confronti di qualcuno è l’infedeltà.

Oggi, essere infedeli è senz’altro molto più semplice rispetto al passato. La tecnologia è di grande aiuto in questo, ci sono migliaia di siti e applicazioni creati appositamente per cercare un partner sessuale, alcuni addirittura ideati proprio per incontri extraconiugali.

Ma quali sono le ragioni per cui si è infedeli?

I motivi sono molti e cambiano tra uomini e donne.

Negli uomini i problemi più comuni riguardano l’immaturità (il non avere esperienza e quindi non rendersi conto delle conseguenze dell’infedeltà), l’insicurezza (non sentirsi all’altezza) e l’incapacità di reprimere l’impulso sessuale e la mancanza del senso di responsabilità.

Nelle donne invece spesso subentrano la bassa autostima, la solitudine (mancanza di sesso e intimità con il partner) e le aspettative (o pretese) irrealistiche nei confronti del compagno.

Un altro possibile motivo di infedeltà che riguarda entrambi i sessi può essere l’incapacità di porre fine ad una relazione: ad esempio “voglio che questa relazione finisca, quindi tradisco mio marito (o mia moglie) per costringerlo a lasciarmi”.

Le cause dell’infedeltà sono quindi tantissime, talvolta complesse.

L’infedeltà può essere divisa in tre categorie. La prima riguarda l’esplorazione sessuale, il tradimento per puro piacere fisico e senza alcun coinvolgimento sentimentale: spesso chi tradisce in questo modo pensa che solamente perchè l’atto sessuale non ha valore emotivo allora non si può davvero parlare di tradimento. Avere rapporti sessuali al di fuori della coppia diventa quindi un normale passatempo per divertirsi, non molto diverso da altri sport o attività.

La seconda categoria potremmo definirla come quella degli “amici di letto”, riguarda quelle persone che, a differenza degli “esploratori sessuali”, hanno rapporti abituali con una ristretta cerchia di partners (sempre senza coinvolgimento emotivo). Può capitare che ci sia una vaga amicizia tra traditore e amante, ma la loro relazione si basa quasi esclusivamente sul sesso.

L’ultimo tipo di infedeltà (forse la più grave agli occhi di chi viene tradito) è il tradimento “romantico”, in cui il traditore è attratto sia sessualmente che emotivamente da un’altra persona.

Detto questo, qualsiasi tipo di infedeltà è devastante per chi viene tradito, sia che si tratti di un solo incontro con una persona conosciuta in un bar sia che si tratti di una storia di lunga durata.

Non è tanto il rapporto sessuale in sé che ferisce la persona tradita, ma tutti i segreti e le bugie che demoliscono la fiducia nella coppia.

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Personalità e gusti musicali

Uno studio condotto da Greenberg e soci dell’università di Chicago ha mostrato che i gusti musicali sono connessi alla personalità dell’individuo.
Lo studio si basa su una teoria chiamata “Empathizing-Systemizing theory”, secondo la quale esistono due fondamentali dimensioni alla base della personalità: empatia e sistematizzazione. L’empatia è la capacità di identificare, prevedere e rispondere appropriatamente alle emozioni degli altri. Le persone usano l’empatia quando percepiscono il contenuto musicale, reagendo emotivamente e fisiologicamente ad esso. La sistematizzazione invece è la capacità di identificare, prevedere e rispondere al comportamento dei sistemi analizzando le regole che li governano, ad esempio scomponendo un brano musicale in tante piccole parti o un’espressione matematica in fattori più semplici.
Empatia e sistematizzazione vengono misurati tramite due coefficienti, EQ (quoziente di empatia) e SQ-R (quoziente di sistematizzazione). Le persone che hanno un EQ più alto (quoziente di empatia) sono categorizzate come “tipi E”, viceversa chi possiede un maggior SQ-R (coefficiente di sistematizzazione) è classificato come “tipo S”.
Dallo studio è emerso che le persone di tipo E prediligono i generi musicali più dolci e malinconici (R&B / soul, musica contemporanea per adulti, generi soft rock), mentre le persone di tipo Spreferiscono musica più intensa (punk, heavy metal e hard rock).
È stato rilevato che gli individui di tipo E preferiscono la musica che mostra bassa eccitazione (attributi gentili, caldi e sensuali), valenza negativa (deprimente e triste) e profondità emotiva (poetica, rilassante), mentre il tipo S preferisce la musica che suscita un’eccitazione elevata (forte, tesa e elettrizzante), e aspetti di valenza positiva (animata) e profondità cerebrale (complessità).
E tu che tipo sei?

https://www.spreaker.com/user/10717255/personalita-e-gusti-musicali

“Musical Preferences are Linked to Cognitive Styles”
David M. Greenberg, Simon Baron-Cohen, David J. Stillwell, Michal Kosinski, Peter J. Rentfrow