AMORESSIA: L’ ANORESSIA DEI SENTIMENTI

L’amoressia, chiamata anche anoressia sentimentale, è il rifiuto di nutrirsi dei sentimenti.

Il riferimento all’anoressia è infatti scontato.

L’anoressica nervosa si priva del cibo e “l’amoressica” dei sentimenti.

Questo tipo di comportamento può dipendere da diversi fattori ed esperienze.

Tra le più influenti vi sono la separazione e l’abbandono, soprattutto in età infantile.

L’amoressia può anche paragonarsi alla philophobia (paura di amare). Anche questo disturbo dipende da esperienze dolorose e traumi sperimentati in tenera età.

L’amoressica tenta di esercitare un rigido controllo sulle emozioni e di non lasciarsi andare.

Il suo motto, pertanto, diventa: Non amo per non soffrire.

L’anoressia sentimentale colpisce principalmente il genere femminile che, in alcuni casi, adotta comportamenti tipicamente maschili.

Maggiormente presente negli uomini è invece la bulimia sentimentale.

Essa consiste in una ricerca continua di relazioni affettivo-sessuali che, una volta consumate, vengono ‘vomitate’ per ricercarne delle altre.

Nel caso della bulimia sentimentale alcune cause sono da ricercarsi in comportamenti ormai comuni nella società.

Basti pensare agli speed-date o ai one-night-stand (avventure da una notte).

Questi e altri fenomeni simili favoriscono l’incontro tra corpi e non tra persone.

In questo modo risulterà più facile sviluppare l’anoressia o bulimia sentimentale.

Inoltre, sarà più facile innalzare delle difese per proteggersi da eventuali sofferenze e delusioni d’amore.

L’ANORESSIA… SESSUALE

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che in molti conoscono ma non tutti, invece, sanno cosa sia l’anoressia sessuale.

Mentre l’anoressia (nervosa) consiste in un rifiuto sistematico del cibo, l’anoressia sessuale è un disturbo che porta al rifiuto di attività sessuali e alla mancanza di fantasie e pensieri erotici.

L’anoressia sessuale può colpire indistintamente uomini e donne e le cause possono essere di varia natura: traumi psicologici, abusi, scarsa autostima, litigi costanti nella coppia, stress, monotonia e molto altro ancora.

Per parlare di disturbo da anoressia sessuale occorre che alcuni sintomi si manifestino continuamente per almeno 6 mesi. I sintomi possono essere: fantasie sessuali e erotiche assenti, mancata eccitazione, mancati tentativi o rifiuto di approcciarsi al partner e ricercare l’attività sessuale.

Il primo passo per affrontare l’anoressia sessuale è sicuramente acquisire consapevolezza del disturbo e poi cercare di capirne la causa. Se autonomamente non si riesce nell’intento di individuare la causa e di trovare dei possibili rimedi, l’aiuto di uno specialista è certamente consigliato. La terapia prevedrà di individuare le cause, di indagare il tipo di relazioni amicali e/o amorose, il vissuto del/la paziente e decidere insieme l’obiettivo e le strategie migliori per affrontare il disturbo e riacquistare il benessere precedentemente smarrito.

Fonte: ISSM- International Society for Sexual Medicine

Terapia alimentare e terapia di coppia?

Il ruolo dei genitori è fondamentale nelle terapie adottate per casi di disturbi alimentari.

Quando si intraprende una terapia di questo tipo, sono molte le difficoltà che si possono incontrare e molte di queste comportano conseguenze negative nella vita di coppia.

Madri e padri possono esperire sensazioni di stress e di sconforto che danneggiano la soddisfazione coniugale.

Il Dr. Renee Rienecke, psicologo all’Università del South Carolina, ha preso in esame i genitori di 53 adolescenti con disturbi alimentari e ha valutato il grado di soddisfazione della coppia. Dalla sua analisi è emerso che, circa la metà dei genitori, riportava un decremento nel loro livello di soddisfazione, decremento che nuoceva al buon andamento della terapia intrapresa dai figli.

In questo studio sono state adottate due scale di misura: la prima prevedeva degli items ai quali bisognava dare un punteggio da 1 a 5 e la seconda prevedeva di rispondere a 10 domande.

I risultati ottenuti, spiegano che il 46% delle madri e il 35% dei padri percepisce una diminuzione del livello di soddisfazione di coppia durante il trattamento.

E’ dunque evidente che, intraprendere un percorso terapeutico efficace, necessita di tenere sotto controllo una serie di variabili, quali: responsabilità dei genitori, aiuto percepito dai figli e cooperazione familiare.

Corpo, Sessualità e alimentazione correlazioni tra aree

La relazione che corre tra cibo e sessualità è assai stretta: le regioni cerebrali deputate al comportamento sessuale e all’alimentazione sono sostanzialmente le stesse. L’immagine del proprio corpo ha un impatto notevole sulla libido, in particolare nelle donne. A volte anche lo stato ansia è così alto da impedire il desiderio sessuale. Molti individui sono spesso in lotta tra cibo e immagine corporea: alcuni si sottopongono a diete e a sforzi fisici per mantenere forma e tonicità del corpo.
Questa ricerca continua può raggiungere l’esasperazione e sfociare nell’Anoressia, nella Bulimia nervosa e nel Binge eating.

Anoressiche e Bulimiche si rapportano in modo differente con il sesso: mentre le prime sono più inclini all’autoerotismo, ed al controllo esasperato, le seconde sperimentano una perdita del controllo alla ricerca immediata
della riduzione dell’ansia, nella sessualità come nel cibo.
Quando si sviluppano forme di disturbo alimentare, la distorta relazione con il cibo porta con sé anche distorsioni del rapporto con il sesso. Ma Anoressia e Bulimia non sono gli unici disturbi alimentari: ancora più diffuso è il cosiddetto BED (Binge Eating Disorder), un disordine fondato sul mancato controllo degli impulsi che porta ad abbuffarsi senza poi ricorrere all’eliminazione del cibo tramite vomito o lassativi (motivo per cui il peso corporeo tende ad aumentare fino all’obesità). Nei soggetti affetti da BED cibo e sessualità sono strumenti accessori completamente alieni dalle dimensioni del piacere e del desiderio, ed ecco quindi che queste persone tendono ad avere una minore frequenza di rapporti sessuali.
Quando si sviluppano forme di disturbo alimentare, la distorta relazione con il cibo porta con sé anche distorsioni del rapporto con il sesso. Dagli studi fatti sulla correlazione tra cibo e sesso, si può infatti constatare come le donne con
disturbi del comportamento alimentare abbiano più facilmente anche paura del sesso, desiderio sessuale basso se non addirittura avversione per la sessualità, scarsa soddisfazione sessuale e scarso coinvolgimento emotivo durante il rapporto. Il sesso richiede un’apertura (al prossimo, al
piacere) che si pone in contrasto con le restrizioni e con l’ansia che accompagnano i disturbi alimentari.

 

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Disturbi del Comportamento Alimentare

Il Ministero della Salute stima che in Italia circa tre milioni di persone, di età sempre più giovane, soffrono di Disturbi del Comportamento
Alimentare (dati 2012). Il corpo è da sempre al centro della maggior parte dei conflitti, sia nei bambini che negli adolescenti, e crisi e conflitti trovano
nei comportamenti alimentari una possibile manifestazione sintomatica di espressione. E’ noto che questi disturbi colpiscono in prevalenza la  popolazione femminile (soprattutto Anoressia), anche se la percentuale di maschi affetta dalla malattia è in crescita (rapporto maschi femmine 1:9), in
particolare per la Bulimia e il Disturbo da Alimentazione Incontrollata.Si è inoltre abbassata l’età di esordio della patologia, con un aggravamento della prognosi e un impatto economico sempre maggiore sul servizio sanitario nazionale. Gli studi epidemiologici internazionali evidenziano un’incidenza dinuovi casi di DCA nella fascia femminile tra i 12 e i 25 anni, con una età media di insorgenza in età adolescenziale, intorno ai 17 anni. Nei paesi occidentali, compresa l’Italia, la prevalenza della patologia riguarda il Disturbo del Comportamento Alimentare Non Altrimenti Specificato (tra il 3,7 e il6,4%), la Bulimia nervosa (3%) e l’Anoressia nervosa (0,2 – 0,8%) (Ministero della Salute – http://www.salute.gov.it 2012).

I Disturbi del Comportamento Alimentare costituiscono un insieme di sindromi a causa verosimilmente multifattoriale, caratterizzati da alcuni elementi psicopatologici comuni, comprendenti un insieme di alterazioni affettive, cognitive e comportamentali strettamente correlate all’ingestione di cibo e all’immagine corporea.

 

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