LA SEDENTARIETA’ NUOCE ALLA MEMORIA

Condurre una vita sedentaria è dannoso per diversi motivi quali il rischio di aumentare di peso, sviluppare il diabete o malattie cardiovascolari.

Ma non solo!

Stare troppo tempo seduti, comodamente sdraiati sul divano per ore, essere prevalentemente sedentari è dannoso anche per la memoria.

Un interessante studio americano dimostra che la sedentarietà provoca dei cambiamenti in una specifica area del cervello.

Nello specifico, l’area coinvolta è il lobo temporale mediale che è responsabile della formazione di nuove memorie.

Grazie alla risonanza magnetica, è stato possibile scoprire che un comportamento sedentario porta all’assottigliamento del lobo temporale mediale che compromette la memoria.

In questi casi, l’eccessiva attività fisica non compenserà gli effetti dannosi della sedentarietà sul cervello.

L’assottigliamento del lobo temporale potrebbe anche essere un precursore del declino cognitivo e della demenza.

Ovviamente vi sono altre variabili importanti che vanno tenute in considerazione e che sono oggetto di studio in relazione alla sedentarietà: peso, razza, salute mentale, stile alimentare, genere.

Nonostante la mancanza di ulteriori evidenze scientifiche, possiamo però affermare che diminuire il proprio livello di sedentarietà gioverà alla salute fisica e soprattutto mentale.

Infatti, una vita più attiva e movimentata è associata ad un migliore stato di salute in età matura e ad una minore probabilità di insorgenza di malattie.

Fonte: Popular Science

FOODGASM: IL CIBO ORGASMATICO

Ebbene si, anche il cibo fa provare un immenso piacere. Pensate agli aggettivi che attribuite al vostro cibo preferito o ad un nuovo piatto che ha fatto gioire il vostro palato dopo averlo assaggiato. Un buon piatto può essere libidinoso, appagante, soddisfacente, piccante, un po’ come un rapporto sessuale.

Forse cibo e sesso non sono due mondi opposti, anzi, vanno in parallelo.

Scientificamente è stato dimostrato che le vie implicate nella trasmissione delle informazioni sul piacere sessuale e alimentare siano più o meno lo stesse.

Non sorprende infatti che esistano molti cibi che, oltre a stuzzicare il nostro palato, aumentano la voglia sessuale: stiamo parlando dei cibi afrodisiaci. Il cioccolato, i frutti di bosco, le fragole e il tartufo sono alcuni di questi.

Le sostanze contenute in questi alimenti fanno aumentare i livelli di alcuni ormoni responsabili del senso del piacere. http://www.annamariagiancaspero.it

Riflettete quando state attraversando un momento triste o una brutta giornata  il cibo vi regala quella sensazione di rilassamento e appagamento: anche in questo caso provate un piacere spesso simile a quello che può regalarvi un rapporto sessuale.

Oggi, infatti, si può utilizzare il termine foodgasm per riferirsi alla sensazione di piacere generata dal cibo e a quello che chiamerei “orgasmo” alle papille gustative.

Il cibo e soprattutto alcuni alimenti ci procurano piacere ma va sempre ricordato che non bisogna eccedere nelle quantità: il troppo stroppia e fa diventare l’eccezione una regola.

Eating Emozionale e Personalità alimentari

L’Eating emozionale comprende vari stili alimentari e le diverse motivazioni ed emozioni che accompagnano la necessità di usare il cibo, spesso in grande quantità, con il fine ultimo di affrontare situazioni di noia, ansia,  rabbiao di depressione.
Il legame tra alimentazione ed emozioni è stato ormai dimostrato, però questo non significa che l’Eating emozionale dipenda assolutamente da severi problemi psicologici o da conflitti interiori; infatti anche le emozioni derivanti dalle normali attività di vita quotidiana possono fare da stimolo per l’assunzione eccessiva di cibo, talvolta anche in modo compulsivo.

L’Eating emozionale non dipende da una sola causa: fattori biologici, psicologici e culturali ne sono all’origine.
Segue una lista degli stili tipici dei soggetti con Eating emozionale e dei rimedi suggeriti:

Mangiatori tristi: l’individuo è triste e cerca di sconfiggere la sua tristezza mangiando. La tristezza deriva in genere da un’analisi realistica di un evento spiacevole, di una perdita o di una delusione e può essere considerata come la risposta fisiologica dell’organismo ad un determinato evento. Certamente non è una sensazione gradevole, ma può anche essere utile per aggiungere profondità al significato della vita e dopo un certo periodo si ritorna alla normalità.

Mangiatori ansiosi: tipico il legame intercorrente tra ansia e cibo, specialmente se correlato all’apprensione o alla preoccupazione per un evento futuro che sarà spiacevole o pericoloso. L’ansia, cioè la sensazione generalizzata che rappresenta una minaccia per il benessere, non deve essere confusa con la paura, che è il risultato di una sensazione specifica, immediata e fisica. Il soggetto ansioso cerca di alleviare i sintomi di sudorazione, di agitazione, di tensione, di irrequietezza con il cibo.

Mangiatori annoiati: la noia è forse la più comune forma di mediazione emozionale nell’alimentazione ed è spesso associata all’Eating emozionale. Per alcuni individui il cibo è l’unico motivo legittimo per interrompere un’attività noiosa. Un esempio la casalinga che si ritrova con del tempo libero e non sa che fare, spesso inizia a cucinare e mangiare…senza neanche accorgecenese

Mangiatori soli: il cibo è usato come il sostituto di qualcosa che manca, come un compagno, un amico con cui condividere la vita.

L’aumento di peso conseguente purtroppo peggiora questa situazione, perché accresce le difficoltà di instaurare un’adeguata relazione con altri.

Si possono distinguere due tipi di solitudine: la prima è quella causata dalla mancanza di contatti con gli altri, perciò in questi soggetti bisogna cercare di stimolare il rapporto sociale, devono essere aiutati a superare eventuali pensieri negativi nei confronti della loro capacità di relazionarsi con le persone e del pensiero pessimistico nei confronti di futuri rapporti.

Il secondo modello di solitudine è quello caratterizzato da contatti interpersonali presenti, ma estremamente superficiali tanto che i soggetti in questioni hanno paura di condividere i sentimenti con qualcuno, perché temono di essere giudicati negativamente e di essere poi rifiutati.

Mangiatori arrabbiati: la rabbia, sotto forme di risentimento, di gelosia, di indignazione o di frustrazione può essere associata all’Eating emozionale e al mangiare eccessivo.,si mangia per scaricarsi e per sfogarsi.

Mangiatori celebrativi: sono quei soggetti che trovano impossibile gioire di qualcosa di positivo e di importante senza eccedere  con il cibo. Il mangiare nella nostra cultura gioca un ruolo primario in quasi tutte le relazioni sociali, perciò chi abitualmente usa il cibo per rendere la propria vita sociale felice trova molta difficoltà nel prendere parte ad un evento senza mangiare o bere in eccesso.

 

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Le emozioni per la scienza sono 27        

L’ emozioni umane secondo la scienza

La palette delle emozioni umane è vastissima. Sarebbero infatti 27 le emozioni entro le quali si definiscono tutti gli stati d’animo possibili. Lo studio proviene dall’università di Berkley

Lo studio: quali sono le emozioni umane?

Le 27 emozioni sono state individuate prendendo 800 persone come soggetti. Divisi in diversi gruppi, i soggetti hanno espresso una gamma di emozioni quantificabile in 27 totali.

Quali sono queste emozioni?

L’elenco stilato dai ricercatori li ha condotti a creare una sorta di ‘mappa’ delle emozioni. Ecco quali sono in ordine alfabetico gli stati d’animo che le persone possono provare. Ammirazione. Adorazione. Apprezzamento (estetico). Divertimento. Ansia . Soggezione. Imbarazzo. Noia. Calma. Confusione. Bramosia. Disgusto. Empatia (nel dolore). Invidia. Rapimento (nel senso di estasi). Eccitazione. Paura. Orrore. Interesse. Gioia. Nostalgia. Romanticismo. Tristezza. Soddisfazione. Desiderio (sessuale). Compassione. Trionfo.

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Terapia alimentare e terapia di coppia?

Il ruolo dei genitori è fondamentale nelle terapie adottate per casi di disturbi alimentari.

Quando si intraprende una terapia di questo tipo, sono molte le difficoltà che si possono incontrare e molte di queste comportano conseguenze negative nella vita di coppia.

Madri e padri possono esperire sensazioni di stress e di sconforto che danneggiano la soddisfazione coniugale.

Il Dr. Renee Rienecke, psicologo all’Università del South Carolina, ha preso in esame i genitori di 53 adolescenti con disturbi alimentari e ha valutato il grado di soddisfazione della coppia. Dalla sua analisi è emerso che, circa la metà dei genitori, riportava un decremento nel loro livello di soddisfazione, decremento che nuoceva al buon andamento della terapia intrapresa dai figli.

In questo studio sono state adottate due scale di misura: la prima prevedeva degli items ai quali bisognava dare un punteggio da 1 a 5 e la seconda prevedeva di rispondere a 10 domande.

I risultati ottenuti, spiegano che il 46% delle madri e il 35% dei padri percepisce una diminuzione del livello di soddisfazione di coppia durante il trattamento.

E’ dunque evidente che, intraprendere un percorso terapeutico efficace, necessita di tenere sotto controllo una serie di variabili, quali: responsabilità dei genitori, aiuto percepito dai figli e cooperazione familiare.

Corpo, Sessualità e alimentazione correlazioni tra aree

La relazione che corre tra cibo e sessualità è assai stretta: le regioni cerebrali deputate al comportamento sessuale e all’alimentazione sono sostanzialmente le stesse. L’immagine del proprio corpo ha un impatto notevole sulla libido, in particolare nelle donne. A volte anche lo stato ansia è così alto da impedire il desiderio sessuale. Molti individui sono spesso in lotta tra cibo e immagine corporea: alcuni si sottopongono a diete e a sforzi fisici per mantenere forma e tonicità del corpo.
Questa ricerca continua può raggiungere l’esasperazione e sfociare nell’Anoressia, nella Bulimia nervosa e nel Binge eating.

Anoressiche e Bulimiche si rapportano in modo differente con il sesso: mentre le prime sono più inclini all’autoerotismo, ed al controllo esasperato, le seconde sperimentano una perdita del controllo alla ricerca immediata
della riduzione dell’ansia, nella sessualità come nel cibo.
Quando si sviluppano forme di disturbo alimentare, la distorta relazione con il cibo porta con sé anche distorsioni del rapporto con il sesso. Ma Anoressia e Bulimia non sono gli unici disturbi alimentari: ancora più diffuso è il cosiddetto BED (Binge Eating Disorder), un disordine fondato sul mancato controllo degli impulsi che porta ad abbuffarsi senza poi ricorrere all’eliminazione del cibo tramite vomito o lassativi (motivo per cui il peso corporeo tende ad aumentare fino all’obesità). Nei soggetti affetti da BED cibo e sessualità sono strumenti accessori completamente alieni dalle dimensioni del piacere e del desiderio, ed ecco quindi che queste persone tendono ad avere una minore frequenza di rapporti sessuali.
Quando si sviluppano forme di disturbo alimentare, la distorta relazione con il cibo porta con sé anche distorsioni del rapporto con il sesso. Dagli studi fatti sulla correlazione tra cibo e sesso, si può infatti constatare come le donne con
disturbi del comportamento alimentare abbiano più facilmente anche paura del sesso, desiderio sessuale basso se non addirittura avversione per la sessualità, scarsa soddisfazione sessuale e scarso coinvolgimento emotivo durante il rapporto. Il sesso richiede un’apertura (al prossimo, al
piacere) che si pone in contrasto con le restrizioni e con l’ansia che accompagnano i disturbi alimentari.

 

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