ALCOL: AGLI ADOLESCENTI NON DISPIACE

L’alcolismo oggi è una dipendenza molto diffusa tra gli adolescenti.

L’età in cui si cominciano a bere i primi bicchieri di birra e i primi cocktail sta decisamente diminuendo e non stupisce che in alcuni pub si vedano ragazzi maggiorenni e non ad ordinare un bicchiere dopo l’altro.

Molti adolescenti cominciano ad assaporare gli alcolici per il gusto di fare una trasgressione o forse per sentirsi grandi.

Qualunque sia la motivazione alla base, l’uso (e abuso) di alcol è dannoso sia per la salute fisica sia per quella mentale.

Secondo la USPSTF (U.S. Preventive Services Task Force), uno screening ad hoc ed una consulenza comportamentale dal medico potrebbero arginare il fenomeno ed evitare il suo evolversi.

Si può parlare di abuso di alcol quando si superano i limiti di 4 bicchieri al giorno negli uomini sani tra i 21 e 64 anni o 3 bicchieri al giorno per le donne sane o uomini con più di 65 anni.

Lo screening è raccomandabile anche agli adolescenti.

L’abuso di alcol, oggi, è la terza causa di morte prevedibile negli USA.

Nonostante le poche ricerche sull’abitudine a bere tra i minorenni, è importante concentrarsi sulla gravità del problema e sulle possibili conseguenze nella sfera della sessualità.

Fonte: Popular Science

I SOCIAL COME UNA DROGA

Quanti accetterebbero di star lontani da WhatsApp, Instagram e Facebook per 7 giorni?

Probabilmente in pochi e sentir pronunciare questa domanda potrebbe già generare un senso di preoccupazione.

Alcuni psicologi dell’Università Karl Landstenier hanno avanzato questa richiesta a più di 1000 persone. Tuttavia, solo 152 persone (il 15%) hanno accettato di partecipare.

La mancata adesione del restante 75% esprime la certezza di poter riscontrare sintomi di astinenza notevoli.

Anche chi ha deciso di partecipare allo studio ha mostrato sintomi di astinenza seppur meno pronunciati.

Nonostante i partecipanti potessero comunque usare sms, telefonate e e-mail, hanno trasgredito la regola di non accedere ai social prima dello scadere dei sette giorni.

Queste evidenze portano i ricercatori a concludere che i sintomi di astinenza dai social siano gli stessi di quelli associati con sostanze che generano dipendenza (alcol, droghe, gioco d’azzardo) e sono anche gli stessi che si riscontrano in casi di ansia, noia e cambiamenti dell’umore.

La dipendenza dai social non è più solo un modo di dire o un fenomeno di poco conto.

Si tratta di una dipendenza pericolosa, la cui incidenza è sempre più significativa.

 

Fonte: Popular Science