La sessualità maschile e femminile dopo i 40 anni, bugie e verità

Con l’avvento dei quarant’anni gli ormoni sessuali dimuniscono ma questo non significa che il desiderio sessuale “precipiti”.

In realtà molte donne dopo i 40 affermano che la qualità del loro sesso è migliore perché sono più consapevoli del loro corpo e di ciò che le soddisfa.

Il primo mito da sfatare è quindi quello che, con l’avvento della premenopausa, il desiderio precipiti perché l’impulso sessuale è in parte psicologico e molte donne scoprono che la loro libido aumenta quando non devono preoccuparsi di rimanere incinta !

Anche gli uomini sperimentano una sorta di menopausa cioè una diminuzione del testosterone che influenza il desiderio sessuale e la resistenza.

Oltre al normale invecchiamento, lo stress, i farmaci, l’ipertensione, il diabete, influiscono sulla performance sessuale.

 

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La Sindrome di Rebecca

La Sindrome di Rebecca e’ la gelosia per il passato sentimentale del partner.

Il nome deriva proprio dal celebre film di Alfred Hitchcock ” Rebecca la prima moglie”.

Nell’individuo si innesca una vera e propria ossessione per le esperienze vissute dal partner nelle relazioni precedenti. Egli non tollera che vengano menzionati luoghi ed eventi che appartengono ai legami già vissuti.
La Sindrome di Rebecca si innesca (in alcuni casi anche in forma ossessiva) anche solo con riferimenti minimi o assolutamente casuali.
L’individuo prova una rabbia tormentosa che pregiudica la qualità della relazione e il dialogo fra i partner.
Una delle cause principali di questa problematica è identificata in una scarsa ed inappropriata rappresentazione di sé, che induce a ritenersi indegno  dell’amore del partner..
La Sindrome di Rebecca colpisce spesso le persone fortemente sensibili e danneggiate nella capacità di sentirsi amabili.
Il rivale del passato viene idealizzato e sussiste il sospetto che il partner sia comunque impegnato a ricordare esperienze affettive precedenti.
Purtroppo la sola rassicurazione da parte del partner non serve a placare il dubbio della fedeltà. L’autostima si mantiene vacillante e “Rebecca”, se non viene contrastata da un buon lavoro clinico, fa sentire la propria presenza!!

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Sexual Addiction

Col termine dipendenza sessuale – o sexual addiction – s’intende un’eccessiva preoccupazione verso il pianeta sesso e la presenza di persistenti pensieri che spingono la persona a intraprendere attività sessuali ripetitive e compulsive, anche contro la sua stessa volontà.
Riguarda  sia l’uomo, definito sessuomane, che la donna, ninfomane.
Identikit di un dipendente sessuale

Il tipico dipendente sessuale maschio, è di età compresa tra i 20 e i 40 anni, costantemente alle prese con un turbinio di sensazioni e fantasie erotiche che ossessivamente interferiscono con l’attività lavorativa e finiscono per generare problemi seri all’interno della relazione sentimentale. sono ossessionati da impulsi malsani che, se non soddisfatti subito, portano ad assumere atteggiamenti anche perseguibili legalmente.

 

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Desiderio femminile: a comandarlo è forse la KISSPEPTINA

Uno studio condotto da Julie Bakker della Liège University in Belgio e da Ulrich Boehm della Saarland University in Germania, pubblicato su Nature Communications rivela che ad accendere la libido nelle donne è la kisspeptina, l’ormone del bacio.

I ricercatori hanno scoperto che la kisspeptina aumenta sia l’attrazione per il sesso opposto che l’attitudine sessuale. I risultati mostrano che oltre alla pubertà e alla fertilità, anche l’attrazione e le attitudini sessuali sono tutte controllate da questa  singola molecola: la kisspeptina.

 

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La Filofobia

La filofobia (o Philofobia), dal greco “philos” (amore) e “fobia” (fobia), definisce la paura di alcuni individui di innamorarsi e intraprendere una relazione duratura, con i conseguenti e relativi impegni. Il filofobico, non appena capisce che la relazione sta diventando più seria, comincia a diradare  gli incontri. Chi soffre di filofobia percepisce proprio così l’amore: come un “nemico” da cui difendersi e da cui scappare il prima possibile

Cosa fare in questi casi?

La philofobia va trattata come qualsiasi altro tipo di fobia, lo scopo è quello di ridurre il livello d’ansia scatenato dall’evento o situazione temuta.

Va investigata la motivazione che sottende a questa paura del soggetto di farsi coinvolgere in un legame sentimentale; in un secondo momento andrebbero ridotti tutti gli evitamenti che il philofobico attua per, in qualche modo, difendersi.

 

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Calo del desiderio

E’ una disfunzione sessuale compromette la fase del desiderio e può colpire sia uomini che donne.
Questa tipologia di disfunzione danneggia il singolo, la coppia e la qualità della vita intima e relazionale.

Essa, può manifestarsi in varie circostanze:

Questa disfunzione non va mai sottovalutata perchè può indurre l’innescarsi di altre problematiche sessuali, quali difficoltà di erezione e ansia da prestazione. L’uomo si comporta come se non percepisse gli stimoli eccitatori e tutto ciò alla lunga compromettere le relazioni sentimentali provocando un allontanamento dei due partner.

Cosa fare in questi casi?

È necessaria un’anamnesi particolareggiata che indaghi necessariamente prima gli aspetti fisiologici e successivamente quelli psicologici, relazionali.

 

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