Matrimoni bianchi

Sapevate cosa sono i matrimoni bianchi?

Per chi non lo sapesse, i cosiddetti matrimoni bianchi sono i matrimoni non consumati.

Vi chiederete come mai possa accadere che una coppia sposata non pratichi sesso durante la propria vita coniugale e quali possano essere le motivazioni.

Mentre negli anni passati si riteneva che la principale causa dei matrimoni bianchi fosse l’impotenza maschile o il vaginismo femminile, oggi invece, si sa che le cause vanno ricercate in entrambi i partner e nel loro rapporto: è consigliabile, infatti, una terapia di coppia e non individuale. La maggior parte di donne vaginiste, ovvero donne che provano dolore nell’essere penetrate, ha mariti molto accondiscendenti e premurosi che quindi desistono all’idea di avere un rapporto sessuale.

Seppur si pensi che il fenomeno dei matrimoni bianchi riguardi poche coppie, in realtà non è così; basti pensare che in Italia sono state accertate ventimila coppie e soprattutto coppie giovani.

Il problema principale di queste coppie è il timore di chiedere aiuto e di esternare il proprio problema. Questo atteggiamento fa sì che il matrimonio non venga consumato per mesi o addirittura anni.

Il motivo per il quale le coppie decidono di rivolgersi ad uno specialista dopo anni di silenzio, insoddisfazione, fobie e ansia, è il desiderio di voler mettere al mondo un figlio. Questa necessità spinge marito e moglie ad intraprendere una terapia di coppia che li aiuti sia ad avere un bambino che a superare i loro problemi e vivere una vita coniugale serena e soddisfacente.

@annamariagiancaspero

Cosa desiderano le donne in amore ? uomo alfa o beta

UOMO ALFA
Forte, dominante, sicuro di sé, virile e vitale, egocentrico e con una sessualità disinibita, ha spesso un fisico mascolino possente, fatto di muscoli, spalle larghe, voce profonda.

UOMO BETA
Remissivo, mite, conciliante, tendenzialmente inibito eppure dolce e fidato. L’uomo beta è il preferito dalle donne classe alfa che nella coppia amano condurre il gioco, e che accanto si aspettano un compagno sensibile, collaborativo, serio.

UOMO INTEGRO
Ciò che in definitiva vogliono le donne è un uomo che sia un po’ alfa e un po’ beta. Non dotato di una personalità monolitica, ma arricchito da opportune sfumature.
Un “Uomo Integro” un soggetto evoluto che sa ben mixare le due componenti genetiche maschili. Un modello di maschio che ha un forte senso del sé e si piace così com’è. Che si assume la responsabilità di soddisfare i suoi bisogni, è a suo agio con la sua mascolinità e la sua sessualità, ha integrità e fa quello che è giusto (non quello che gli conviene), è un leader disposto a proteggere e occuparsi di coloro a cui tiene, è chiaro, diretto ed esprime i suoi sentimenti, sa come porre dei limiti e non ha paura di affrontare i conflitti. Un uomo che non aspira a guadagnarsi l’approvazione altrui e si accetta così com’è. Un uomo sicuro di sé e libero dai condizionamenti. Sensibile, trasparente, capace di una rinnovata sensualità fluida e avvolgente. Dispensatore di emozioni intense e profonde.

Lascio a voi le possibili riflessioni

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Terapia alimentare e terapia di coppia?

Il ruolo dei genitori è fondamentale nelle terapie adottate per casi di disturbi alimentari.

Quando si intraprende una terapia di questo tipo, sono molte le difficoltà che si possono incontrare e molte di queste comportano conseguenze negative nella vita di coppia.

Madri e padri possono esperire sensazioni di stress e di sconforto che danneggiano la soddisfazione coniugale.

Il Dr. Renee Rienecke, psicologo all’Università del South Carolina, ha preso in esame i genitori di 53 adolescenti con disturbi alimentari e ha valutato il grado di soddisfazione della coppia. Dalla sua analisi è emerso che, circa la metà dei genitori, riportava un decremento nel loro livello di soddisfazione, decremento che nuoceva al buon andamento della terapia intrapresa dai figli.

In questo studio sono state adottate due scale di misura: la prima prevedeva degli items ai quali bisognava dare un punteggio da 1 a 5 e la seconda prevedeva di rispondere a 10 domande.

I risultati ottenuti, spiegano che il 46% delle madri e il 35% dei padri percepisce una diminuzione del livello di soddisfazione di coppia durante il trattamento.

E’ dunque evidente che, intraprendere un percorso terapeutico efficace, necessita di tenere sotto controllo una serie di variabili, quali: responsabilità dei genitori, aiuto percepito dai figli e cooperazione familiare.

Perché un uomo tradisce? Le ragioni principali

Perché un uomo decide di tradire il proprio partner? La fiducia è fondamentale in un rapporto e, quando viene meno, la crisi è in agguato. Scoprire il tradimento del partner o anche solo sospettarlo può decretare la fine di una relazione.

Quali sono le ragioni per cui gli uomini tradiscono?

L’età è un fattore che incide sull’infedeltà. Per gli uomini sono gli anni in cui ci si avvicina ad un nuovo decennio ad essere i più critici, soprattutto i 29 ed i 49 anni.

Altro parametro che influenza la propensione al tradimento è il numero di anni di matrimonio.

Senza dubbio una buona percentuale di tradimenti avviene per mancanza di qualcosa o di bisogni personali che la partner non riesce a soddisfare:

  • Non ricevere le attenzioni desiderate
  • Avere un rapporto insoddisfacente (emotivo, sessuale, mancanza di comunicazione, ecc.)
  • Vivere un rapporto oramai “appiattito”
  • Essere stanco della routine
  • Desiderio di essere al centro dell’attenzione di qualcuno, per soddisfare un proprio bisogno di amore, attenzione, autostima
  • Voler punire il partner per qualche sua mancanza

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https://www.ilmattino.it/societa/persone/perche_un_uomo_tradisce_motivi_sesso_7_novembre_2017-3351900.html

BDSM e personalità

Quante donne sognano di trovare un uomo che assomigli al tanto amato Christian Grey?

Eppure, come molti sanno, le sue attività sessuali erano un po’ estreme e non condivisibili da tutti.

Il BDSM, sigla che sta per Bondage & Disciplina, Dominazione & Sottomissione, Sadismo & Masochismo, è una pratica erotica abbastanza complessa.

Erroneamente, si è soliti associare la pratica del BDSM a delle patologie di natura psichica.

In realtà, recenti studi suggeriscono un benessere psicologico ottimale tra colori i quali sono soliti praticare il BDSM.

Uno di questi studi è stato condotto nel 2013 da due Dipartimenti olandesi: il Dipartimento di Psicologia Clinica e il Dipartimento di Metodologie e Statistiche.

Lo scopo dello studio era quello di comparare praticanti di BDSM e un gruppo di controllo per capire se vi fossero caratteristiche psicologiche differenti nelle due categorie.

I ricercatori si sono avvalsi di questionari che misuravano gli stili di attaccamento, le dimensioni della personalità e il benessere soggettivo. Le persone che hanno accettato di partecipare alla ricerca erano 1336: 902 praticanti BDSM e 434 partecipanti di controllo, ai quali venne chiesto di compilare un questionario online.

I risultati suggeriscono che coloro i quali praticano BDSM sono meno nevrotici, più estroversi, più disponibili a fare nuove esperienze, più coscienziosi e dimostrano anche di avere un livello di benessere soggettivo abbastanza elevato.

Ciò che ne consegue è che il BDSM non è sempre espressione di una patologia psicologica ma semplicemente una pratica sessuale da cui trarre soddisfazione e piacere.

 a voi la riflessione…

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1743609515304471

La paura di essere rifiutati 

In alcuni individui il timore di essere rifiutati influenza negativamente il rapporto di coppia.

Questo timore, quando è inconscio, si manifesta con l’eccessivo desiderio di procurare piacere al partner e di mostrarsi sempre perfetti.

Spesso sono colpiti soggetti insicuri e sempre preoccupati a dare, a dimostrare, e a non deludere il partner.

Questo atteggiamento, di conseguenza, non permette all’individuo interessato di abbandonarsi all’esperienza sessuale e viverla in modo sereno.

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Desiderio e durata delle relazioni

La durata di una relazione può influenzare il desiderio sessuale?

La risposta è si. Un interessante studio del 2010, condotto da Carvalheira, Brotto e Leal, vede come partecipanti 3867 donne e dimostra che il 42% delle donne che ha relazioni a lungo termine con il proprio partner, pratica attività sessuali pur non provando un forte desiderio. Invece, la percentuale diminuisce per le donne impegnate in relazioni a breve termine, mostrando un maggior grado di soddisfazione personale e con il partner.

Per ottenere questi risultati, è stato chiesto ai soggetti partecipanti di compilare un questionario suddiviso per aree tematiche. Lo scopo della ricerca verteva sull’esplorazione delle motivazioni che spingono la donna a praticare attività sessuali, a individuare la frequenza e i predittori della fantasia sessuale, il riconoscimento della pulsione sessuale e, infine, si è cercato di cogliere le possibili associazioni tra queste variabili.

I dati statistici spiegano che fattori come la religione, l’età, la durata di una relazione, la frequenza dell’orgasmo e la difficoltà ad eccitarsi sono significativamente associati alle fantasie sessuali.

Le motivazioni che spingono le donne a praticare attività sessuali sono diverse e i fattori sociali, ambientali e di contesto influiscono molto nella loro vita sessuale.

http://www.jsm.jsexmed.org/article/S1743-6095(15)32979-9/fulltext

Le donne e il sesso: stereotipi e cambiamenti

I cambiamenti relativi agli stili di vita, agli usi e ai costumi sono stati molti negli ultimi decenni e questi potrebbero anche riguardare le fantasie sessuali.

Le fantasie sessuali giocano un ruolo fondamentale nell’accendere la passione, nel gestire l’ansia e aiutano anche a superare esperienze traumatiche.

La FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), in collaborazione con la British Psychological Society), nel 2017, ha elaborato una ricerca il cui scopo era quello di evidenziare se, nelle fantasie sessuali, vi fossero differenze a seconda del genere e se queste, soprattutto nelle donne, siano mutate in questi anni.

Più di 200 persone di nazionalità italiana, uomini e donne in un’età compresa tra i 19 e i 72 anni hanno partecipato alla ricerca. I metodi utilizzati erano diversi: interviste semi-strutturate, questionari online, focus group e un sito web creato appositamente per la ricerca.

Grazie ai dati raccolti, si può osservare che, mentre per alcuni uomini e donne gli stereotipi tipici del passato sembrano persistere ancora oggi, molte donne, invece, dimostrano una maggiore apertura mentale e un diverso approccio alla sessualità.

La sessualità e tutto ciò che ne consegue non è più qualcosa di cui non si piò parlare, qualcosa da nascondere, da reprimere o negare ma è qualcosa di cui non bisogna aver vergogna.

Un ulteriore dato, emerso da questo studio, riguarda anche le similarità delle fantasie sessuali in entrambi i generi; le più comuni sono: l’inversione di ruoli, dominio e sottomissione.

http://www.jsm.jsexmed.org/article/S1743-6095(17)30960-8/abstract

Ipodesiderio

L’ ipodesiderio, o mancanza di desiderio, è una patologia che colpisce sia uomini sia donne e che può avere conseguenze di vario tipo nella vita di coppia e personale.

Le cause da attribuire a questa patologia possono essere di natura fisiologica e psicologica.

Il centro del desiderio, nel nostro cervello, è il sistema limbico e lo dimostra uno studio condotto nel 2017 presso l’Università di Chicago (USA).

Scopo dello studio era di determinare quantitativamente le reti neurali coinvolte nell’ipodesiderio (HDSS) e quali regioni fossero associate al desiderio sessuale femminile.

Il metodo di ricerca prevedeva l’utilizzo di una tecnica di neuroimagingparticolarmente sofisticata, la risonanza magnetica funzionale (fMRI).

I risultati ottenuti individuano il sistema limbico, la corteccia frontale e parietale quali zone del cervello che si attivano quando una donna prova desiderio. Pertanto, una disfunzione di queste aree è responsabile di un calo o mancanza di desiderio.

http://www.smr.jsexmed.org/article/S2050-0521(17)30083-5/fulltext

Corpo, Sessualità e alimentazione correlazioni tra aree

La relazione che corre tra cibo e sessualità è assai stretta: le regioni cerebrali deputate al comportamento sessuale e all’alimentazione sono sostanzialmente le stesse. L’immagine del proprio corpo ha un impatto notevole sulla libido, in particolare nelle donne. A volte anche lo stato ansia è così alto da impedire il desiderio sessuale. Molti individui sono spesso in lotta tra cibo e immagine corporea: alcuni si sottopongono a diete e a sforzi fisici per mantenere forma e tonicità del corpo.
Questa ricerca continua può raggiungere l’esasperazione e sfociare nell’Anoressia, nella Bulimia nervosa e nel Binge eating.

Anoressiche e Bulimiche si rapportano in modo differente con il sesso: mentre le prime sono più inclini all’autoerotismo, ed al controllo esasperato, le seconde sperimentano una perdita del controllo alla ricerca immediata
della riduzione dell’ansia, nella sessualità come nel cibo.
Quando si sviluppano forme di disturbo alimentare, la distorta relazione con il cibo porta con sé anche distorsioni del rapporto con il sesso. Ma Anoressia e Bulimia non sono gli unici disturbi alimentari: ancora più diffuso è il cosiddetto BED (Binge Eating Disorder), un disordine fondato sul mancato controllo degli impulsi che porta ad abbuffarsi senza poi ricorrere all’eliminazione del cibo tramite vomito o lassativi (motivo per cui il peso corporeo tende ad aumentare fino all’obesità). Nei soggetti affetti da BED cibo e sessualità sono strumenti accessori completamente alieni dalle dimensioni del piacere e del desiderio, ed ecco quindi che queste persone tendono ad avere una minore frequenza di rapporti sessuali.
Quando si sviluppano forme di disturbo alimentare, la distorta relazione con il cibo porta con sé anche distorsioni del rapporto con il sesso. Dagli studi fatti sulla correlazione tra cibo e sesso, si può infatti constatare come le donne con
disturbi del comportamento alimentare abbiano più facilmente anche paura del sesso, desiderio sessuale basso se non addirittura avversione per la sessualità, scarsa soddisfazione sessuale e scarso coinvolgimento emotivo durante il rapporto. Il sesso richiede un’apertura (al prossimo, al
piacere) che si pone in contrasto con le restrizioni e con l’ansia che accompagnano i disturbi alimentari.

 

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