PASSIONE DI COPPIA: QUANTO è IMPORTANTE?

La passione, in una coppia, è un elemento cardine, quasi indispensabile.

Essa indica intesa e attrattività fisica, sessuale, emotiva… ma non solo!

Passione è anche rendersi attraenti per il proprio partner, essere desiderabili.

Si tratta di un concetto semplice ma spesso difficile da rispettare e mantenere.

La prima difficoltà è data dal considerare la passione esclusivamente legata all’esteriorità e quindi alla bellezza e all’aspetto fisico.

In realtà, essa può associarsi al ‘fascino’ cioè a quella caratteristica che rende interessanti senza necessariamente avere delle belle gambe o un addome scolpito.

Il fascino non conosce età, altezza, forma fisica…

Ogni coppia dovrebbe cercare di mantenere viva la ‘fiamma’ della passione.

Capita, però, che i partner cedano alla monotonia della routine, all’abitudine.

La monotonia si trasforma in noia e la noia genera insoddisfazione.

Ci sono anche coppie che non danno più importanza alla loro desiderabilità poiché ritengono che ormai la coppia è ormai consolidata e non bisogna più curare l’aspetto della passionalità.

Si tratta di quelle coppie che cominciano a dare tutto per scontato.

Questo è un errore fatale: nulla è scontato.

Le coppie dovrebbero sempre ricercare la passionalità, evolvere sessualmente ed emotivamente, cercare nuove forme di complicità e di piacere.

La passione non si sperimenta solo per un periodo. La passione va coltivata e mantenuta costantemente.

In questo modo la coppia sarà più coesa, più aperta al dialogo e alle novità e non sarà vittima della noia.

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IL SESSO: UN’ARMA CONTRO L’INVECCHIAMENTO

Avere una vita sessuale attiva e appagante aiuta ad essere felici e soddisfatti.

Oltre alle proprietà benefiche che il sesso ha sulla nostra salute, sembra anche che rappresenti l’elisir di lunga vita per le donne.

L’Università della California ritiene infatti che fare l’amore almeno una volta a settimana allunghi la vita delle donne.

Secondo gli studiosi dell’Università della California, le donne che hanno rapporti con il proprio partner almeno una volta a settimana, presentano dei telomeri più lunghi.

I telomeri sono le estremità ‘protettive’ del DNA associati ad un più lento invecchiamento e ad una maggiore durata della vita.

Pare, dunque, che ci sia un legame tra l’intimità sessuale e i telomeri più lunghi.

Si tratta di un legame che è indipendente dalla presenza o meno di conflitti nella coppia o dalla soddisfazione della relazione.

Tuttavia, questi ultimi fattori sono fondamentali in una relazione.

Se, da una parte, il sesso allunga la vita, dall’altra però non è l’unico fattore a determinare la felicità o la stabilità di una coppia.

LE PERVERSIONI: UOMINI VS DONNE

La parola ‘perversione’ fa assumere un’espressione accigliata e di disapprovazione.

È un luogo comune considerare le perversioni come degli atti osceni o dei ‘disturbi’.

In realtà, ciascuno di noi può sviluppare delle perversioni e ciò non vuol dire non essere “normali”.

Molti psicologi sostengono che in tutti noi si riflettono delle forme di perversione.

Pare che le perversioni siano legate alle prime fasi dell’infanzia e ad alcuni eventi infantili che tutti sperimentiamo. Ad esempio, il masochismo, il feticismo, il sadomasochismo, l’esibizionismo, la sottomissione sono tendenzialmente perversioni che si originano dall’infanzia.

In persone che hanno vissuto dei traumi, seppure leggeri, in tenera età, la perversione assume un’accezione positiva in quanto permette di tenere sotto controllo emozioni pericolose e desideri distruttivi.

La perversione, però, non è sinonimo di patologia e tutti possiamo averne qualcuna.

I temi ricorrenti dal quale sembra originino le perversioni sono: i complessi edipici, la paura della donna-padrona che esercita il proprio controllo sull’uomo, la differenza fra i sessi.

Ma chi è più perverso? L’uomo o la donna?

Si è sempre pensato che le perversioni fossero sperimentate in misura maggiore dagli uomini. Nonostante le perversioni femminili non siano ancora state ampiamente indagate, si può comunque sostenere che le donne non sono meno perverse degli uomini, semplicemente lo sono in modo diverso.

Infatti, alcuni autori parlano della mania per lo shopping, dell’anoressia, della lettura compulsiva di romanzi d’amore e dell’atteggiamento servile come perversioni. Questo si deve principalmente al ruolo sociale della donna che generalmente, anche a causa di molti tabù, non si esprime in maniera esplicita a livello sessuale.

Quindi, è forse probabile che se l’immagine della donna e della sessualità femminile cambiasse, le donne apparirebbero perverse tanto quanto gli uomini.

A voi le riflessioni!

EDUCAZIONE SESSUALE VS TABU’

Parlare di educazione sessuale, soprattutto a giovani e bambini, non è semplice.

La difficoltà è data innanzitutto dal fatto che, nella nostra società, si pensa all’educazione sessuale come ad un insegnamento basato solo sul comportamento sessuale. Ma la sessualità va oltre ed è un aspetto che accompagna l’essere umano durante tutta la sua vita.

La sessualità non si basa solo sul sesso ma comprende anche l’identità, i ruoli di genere, l’erotismo, il piacere, la riproduzione, l’orientamento sessuale. L’educazione sessuale dovrebbe anche essere accompagnata dall’educazione affettiva ed emotiva.

Un tipico errore consiste nel dare un’impronta negativa a ciò che concerne la sessualità: si parla spesso dei rischi e della “pericolosità” quindi di gravidanze indesiderate, HIV, ecc. e si tralasciano gli aspetti positivi e piacevoli.

Bambini e adolescenti dovrebbero sviluppare delle conoscenze sulla sessualità grazie ai genitori; tuttavia, proprio i genitori e gli adulti scelgono il silenzio su questo argomento. E’ così che si creano i tabù.

Date queste credenze e le difficoltà ad affrontare tematiche così importanti per lo sviluppo della persona, sono in molti a ritenere che l’educazione sessuale debba essere una materia obbligatoria in tutte le scuole.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e altre istituzioni oggi cercano di muoversi in questa direzione e propongono un vero e proprio percorso che prevede l’educazione sessuale per tutti i livelli scolastici (elementari, medie, superiori).

La sessualità non è tabù e vergogna ma è un aspetto fondamentale della nostra vita di cui dobbiamo prendere consapevolezza e di cui non dobbiamo aver timore.

 

Fonte: State of Mind

RIDIAMOCI SU!

Ridere fa bene all’umore ma quanti sanno stare allo scherzo?

Quando ci si trova in compagnia e si fanno delle battute, la reazione immediata è quella di ridere soprattutto se la battuta e il contesto cui si riferisce ci è ben noto; tuttavia, non sempre siamo in grado di tollerare lo scherzo oppure, se il motivo della risata ci riguarda in prima persona non sempre questo è di nostro gradimento.

Anche nella coppia è fondamentale ridere e un’interessante ricerca ha esaminato la correlazione tra l’ironia/autoironia e la soddisfazione nella relazione.

La ricerca è stata condotta in Germania dalla Martin Luther University Halle-Wittenberg e conta 154 coppie eterosessuali come partecipanti. Ciascun membro della coppia ha risposto separatamente ad alcune domande sulle loro relazioni; successivamente i ricercatori si sono concentrati sul modo di gestire la risata grazie ad un’indagine sul gradimento o disapprovazione per i momenti di divertimento nella coppia.

I risultati della ricerca hanno evidenziato una maggiore sintonia e soddisfazione nelle coppie che sanno prendersi in giro e ricorrono all’autoironia. Invece, la gelotofobia cioè il timore di essere presi in giro, provoca un impatto negativo sulla coppia e porta ad un minor grado di soddisfazione generale e soprattutto nell’intimità sessuale.

Non bisogna pensare all’ironia verso sé stessi come un atteggiamento di derisione; anzi, può trattarsi di un momento di leggerezza e spensieratezza che può consolidare e mantenere vivo il rapporto di coppia.

La quotidianità potrebbe generare monotonia quindi perché non ridurla con una risata?

Fonte: Popular Science

L’ANORESSIA… SESSUALE

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che in molti conoscono ma non tutti, invece, sanno cosa sia l’anoressia sessuale.

Mentre l’anoressia (nervosa) consiste in un rifiuto sistematico del cibo, l’anoressia sessuale è un disturbo che porta al rifiuto di attività sessuali e alla mancanza di fantasie e pensieri erotici.

L’anoressia sessuale può colpire indistintamente uomini e donne e le cause possono essere di varia natura: traumi psicologici, abusi, scarsa autostima, litigi costanti nella coppia, stress, monotonia e molto altro ancora.

Per parlare di disturbo da anoressia sessuale occorre che alcuni sintomi si manifestino continuamente per almeno 6 mesi. I sintomi possono essere: fantasie sessuali e erotiche assenti, mancata eccitazione, mancati tentativi o rifiuto di approcciarsi al partner e ricercare l’attività sessuale.

Il primo passo per affrontare l’anoressia sessuale è sicuramente acquisire consapevolezza del disturbo e poi cercare di capirne la causa. Se autonomamente non si riesce nell’intento di individuare la causa e di trovare dei possibili rimedi, l’aiuto di uno specialista è certamente consigliato. La terapia prevedrà di individuare le cause, di indagare il tipo di relazioni amicali e/o amorose, il vissuto del/la paziente e decidere insieme l’obiettivo e le strategie migliori per affrontare il disturbo e riacquistare il benessere precedentemente smarrito.

Fonte: ISSM- International Society for Sexual Medicine

BDSM: DOLORE O PIACERE?

La maggior parte di voi conoscerà certamente Christian Grey e i suoi gusti più o meno discutibili. Ecco, la pratica da lui messa in atto con la dolce Anastasia Steele è il BDSM: ne avete mai sentito parlare?

Si tratta di un particolare tipo di attività sessuale che prevede diverse pratiche.

L’acronimo BDSM sta per Bondage/Disciplina, Dominazione/Sottomissione e Sadismo/Masochismo.

Il BDSM è un’esperienza sicura e consensuale.  Entrambe le parti sono consenzienti dei ruoli che verranno interpretati e delle pratiche che verranno messe in atto.

I principali ruoli che si possono assumere sono quelli del dominatore (o dominatrice) e del sottomesso/a.

I ruoli dei partner  nella pratica BDSM non sono mantenuti fissi ma possono essere interscambiabili, effettuando il cosiddetto “switch”.

Le pratiche del BDSM sono innumerevoli, si va da quelle più “soft” come il bondage a quelle più violente come la disciplina domestica.  Il Bondage consiste nell’immobilizzare il partner con corde, manette o altri oggetti. La disciplina domestica, invece, è una pratica nella quale il/la sottomesso/a dovrà obbedire a tutti gli ordini del dominatore, in caso contrario verrà “punito/a” fisicamente.

Da un recente sondaggio è emerso che gli italiani preferiscano il bondage come pratica BDSM e a seguire vi sono giochi con frusta e spanking (sculacciate); torture, giochi di ruolo e umiliazioni sembrano invece essere pratiche meno ricorrenti e per la quale si nutre poco interesse.

E’ però importante ricordare che, nonostante il BDSM sia una pratica sicura e consensuale, possono comunque verificarsi degli incidenti.

Infatti, nei casi più rischiosi vengono utilizzate sostanze e strumenti potenzialmente pericolosi, quali cera, ghiaccio, sostanze chimiche, elettrodi o guaine.

Per questo motivo il sottomesso e il dominatore si mettono d’accordo scegliendo una “safe word” ovvero una parola che funge da “campanello d’allarme” per comunicare al dominatore di fermarsi quando il gioco diventa pericoloso e doloroso.

Prese le giuste precauzioni, il BDSM è una pratica che può rendere il rapporto sessuale più eccitante e potrebbe aiutare a rompere la monotonia.

Inoltre, la natura rischiosa del BDSM potrebbe addirittura aumentarne il piacere.

Sessuologo Si Sessuologo No

Al giorno d’oggi vi è ancora un gran numero di persone che ha paura o si vergogna di esternare i propri problemi in camera da letto. Parliamo soprattutto delle ragazze, che rispetto agli uomini sono molto più restie nel parlare serenamente della loro vita sessuale.

Tuttavia, quando si hanno dei problemi legati alla sfera sessuale e all’affettività è sempre bene parlarne con un sessuologo.

Le preoccupazioni sessuali spesso sono nascoste, solitamente dopo alcune domande di base, come ad esempio l’età, il sesso…. È necessario individuare delle domande appropriate per capire l’approccio migliore da utilizzare e garantire un trattamento efficace (non possiamo pensare di parlare di sesso con una madre di famiglia nello stesso modo in cui ne parliamo con un’adolescente).

Molte domande sono fondamentali per capire se il problema da affrontare sia di natura strettamente personale o se causi veri e propri ostacoli nelle relazioni.

È inoltre necessario capire se ci sia realmente la consapevolezza del problema da parte del paziente oppure no, se sia stato rimosso o celato da altri disturbi compensatori, come ad esempio la dipendenza alimentare ecc.

I problemi legati alla sfera sessuale sono molteplici, si parte dai più comuni come l’infedeltà o la disfunzione sessuale, per poi arrivare a quelli più particolari come la dipendenza sessuale (Sex Addiction). Il consulto con un sessuologo è assolutamente adatto a persone di ogni orientamento sessuale. Confrontarsi con un sessuologo è importante per acquisire maggior consapevolezza del proprio corpo, dei propri bisogni e dei propri desideri.

È molto utile nei casi in cui si ha difficoltà nel comunicare con il proprio partner o si ha timore di esprimere le proprie preferenze quando si parla di sesso.

Inoltre, l’intervento di un sessuologo può dimostrarsi di grande importanza anche quando si parla di malattie sessualmente trasmissibili: è importante conoscere queste malattie per potersi proteggere adeguatamente da esse. Infatti, nonostante i grandi progressi della ricerca medica degli ultimi anni, siamo ancora molto lontani dal debellare del tutto queste malattie.

Le malattie sessualmente trasmissibili sono tra le infezioni più frequenti e diffuse in tutto il mondo: tra le più comuni troviamo la tricomoniasi, la clamidia, la gonorrea e la sifilide.

Questo genere di malattie colpisce chiunque, ma in particolar modo il sesso femminile e la fascia di età degli adolescenti e giovani adulti. Quando si è in presenza di queste malattie è bene parlarne con un medico.

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“Talking about sex with clients”, Rob Weiss

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