Desiderio femminile: a comandarlo è forse la KISSPEPTINA

Uno studio condotto da Julie Bakker della Liège University in Belgio e da Ulrich Boehm della Saarland University in Germania, pubblicato su Nature Communications rivela che ad accendere la libido nelle donne è la kisspeptina, l’ormone del bacio.

I ricercatori hanno scoperto che la kisspeptina aumenta sia l’attrazione per il sesso opposto che l’attitudine sessuale. I risultati mostrano che oltre alla pubertà e alla fertilità, anche l’attrazione e le attitudini sessuali sono tutte controllate da questa  singola molecola: la kisspeptina.

 

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La Filofobia

La filofobia (o Philofobia), dal greco “philos” (amore) e “fobia” (fobia), definisce la paura di alcuni individui di innamorarsi e intraprendere una relazione duratura, con i conseguenti e relativi impegni. Il filofobico, non appena capisce che la relazione sta diventando più seria, comincia a diradare  gli incontri. Chi soffre di filofobia percepisce proprio così l’amore: come un “nemico” da cui difendersi e da cui scappare il prima possibile

Cosa fare in questi casi?

La philofobia va trattata come qualsiasi altro tipo di fobia, lo scopo è quello di ridurre il livello d’ansia scatenato dall’evento o situazione temuta.

Va investigata la motivazione che sottende a questa paura del soggetto di farsi coinvolgere in un legame sentimentale; in un secondo momento andrebbero ridotti tutti gli evitamenti che il philofobico attua per, in qualche modo, difendersi.

 

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Disturbi del comportamento alimentare

Il Ministero della Salute stima che in Italia circa tre milioni di persone, di età sempre più giovane, soffrono di Disturbi del Comportamento
Alimentare (dati 2012). Il corpo è da sempre al centro della maggior parte dei conflitti, sia nei bambini che negli adolescenti, e crisi e conflitti trovano
nei comportamenti alimentari una possibile manifestazione sintomatica di espressione. E’ noto che questi disturbi colpiscono in prevalenza la  popolazione femminile (soprattutto Anoressia), anche se la percentuale di maschi affetta dalla malattia è in crescita (rapporto maschi femmine 1:9), in
particolare per la Bulimia e il Disturbo da Alimentazione Incontrollata.Si è inoltre abbassata l’età di esordio della patologia, con un aggravamento della
prognosi e un impatto economico sempre maggiore sul servizio sanitario nazionale. Gli studi epidemiologici internazionali evidenziano un’incidenza di
nuovi casi di DCA nella fascia femminile tra i 12 e i 25 anni, con una età media di insorgenza in età adolescenziale, intorno ai 17 anni. Nei paesi occidentali, compresa l’Italia, la prevalenza della patologia riguarda il Disturbo del Comportamento Alimentare Non Altrimenti Specificato (tra il 3,7 e il
6,4%), la Bulimia nervosa (3%) e l’Anoressia nervosa (0,2 – 0,8%) (Ministero della Salute – http://www.salute.gov.it 2012). I Disturbi del Comportamento Alimentare costituiscono un insieme di sindromi a causa verosimilmente multifattoriale, caratterizzati da alcuni elementi psicopatologici comuni, comprendenti un insieme di alterazioni affettive, cognitive e comportamentali strettamente correlate all’ingestione di cibo e all’immagine corporea.

 

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