La chiave del successo

Ritengo che una delle chiavi vincenti sia conoscere se stessi; per imparare a rapportarsi al mondo,
per vivere serenamente, per affrontare la quotidianità sotto un’altra veste,

…..imparare a relazionarci con gli altri, è una conseguenza.

Quindi il primo obiettivo è la conoscenza di se stessi.
I nostri limiti, i difetti, le nostre capacità, i nostri obiettivi, i nostri desideri, i nostri bisogni.
Spesso rimaniamo coinvolti nella realtà, nella quotidianità.
Non è necessario fare voli pindarici e quindi distaccarci dalla realtà che ci circonda, ma razionalizzare il nostro comportamento, prendendo coscienza di quanto spesso siamo condizionati e influenzati dall’ambiente, dalla società, dalla famiglia in cui viviamo.

Certamente, se andiamo indietro nel tempo e pensiamo alla nostra infanzia, ci renderemo conto che in una determinata situazione della nostra vita avremmo voluto comportarci in un determinato modo, ma per compiacere a un’esigenza sociale, per compiacere a una richiesta genitoriale, abbiamo assunto un determinato tipo di comportamento

Questo comportamento, da un lato ci ha permesso di ottenere una gratificazione nei confronti dei genitori, ma da un’ altro punto di vista ha iniziato a tessere nella nostra interiorità una sorta di insoddisfazione personale che si è accumulata nel tempo.
Spesso non ce ne rendiamo conto, e viviamo con una forte insoddisfazione a cui non sappiamo riconoscere una giusta collocazione.

Non tutte le persone sono disposte a voler conoscere loro stesse, in quanto è un atto che comporta una sorta di sacrificio, coraggio, e non tutti sono disposti a farlo.

E’ preferibile non guardarsi dentro e giustificare il proprio comportamento, la propria insoddisfazione personale, come causa e conseguenza di un mondo che non ci comprende.

Un individuo che per sua natura sceglie di non voler conoscere se stesso, potrebbe essere definito un debole o un individuo che è stato talmente condizionato durante la crescita da un determinato tipo di condizionamento, rigidità familiare, rigidità mentale per cui si è stereotipato in lui ciò che l’ambiente richiede, subendo di conseguenza la quotidianità, senza neanche rendersene conto.

Dr.ssa Annamaria Giancaspero