Disturbi del Comportamento Alimentare

Cosa sono i Disturbi Alimentari?

I Disturbi del Comportamento Alimentare costituiscono un insieme di sindromi a causa verosimilmente multifattoriale, caratterizzati da alcuni elementi psicopatologici comuni, comprendenti un insieme di alterazioni affettive, cognitive e comportamentali strettamente correlate all’ingestione di cibo e all’immagine corporea.

 

Il Ministero della Salute stima che in Italia circa tre milioni di persone, di età sempre più giovane, soffrono di Disturbi del Comportamento Alimentare (dati 2012).  Il corpo è da sempre al centro della maggior parte dei conflitti, sia nei bambini che negli adolescenti, e crisi e conflitti trovano
nei comportamenti alimentari una possibile manifestazione sintomatica di espressione

Quali sono i Disturbi Alimentari piu conclamati?

E’ noto che questi disturbi colpiscono in prevalenza la  popolazione femminile (soprattutto Anoressia), anche se la percentuale di maschi affetta dalla malattia è in crescita (rapporto maschi femmine 1:9), in
particolare per la Bulimia e il Disturbo da Alimentazione Incontrollata.Si è inoltre abbassata l’età di esordio della patologia, con un aggravamento della prognosi e un impatto economico sempre maggiore sul servizio sanitario nazionale. Gli studi epidemiologici internazionali evidenziano un’incidenza dinuovi casi di DCA nella fascia femminile tra i 12 e i 25 anni, con una età media di insorgenza in età adolescenziale, intorno ai 17 anni. Nei paesi occidentali, compresa l’Italia, la prevalenza della patologia riguarda il Disturbo del Comportamento Alimentare Non Altrimenti Specificato (tra il 3,7 e il6,4%), la Bulimia nervosa (3%) e l’Anoressia nervosa (0,2 – 0,8%) (Ministero della Salute – http://www.salute.gov.it 2012).

Il corpo è da sempre al centro della maggior parte dei conflitti, sia nei bambini che negli adolescenti, e crisi e conflitti trovano nei comportamenti alimentari una possibile manifestazione sintomatica di espressioneI disturbi del comportamento alimentare sono principalmente dei disturbi mentali che possono assumere diverse forme.

Le più comuni sono l’anoressia nervosa (AN) e la bulimia nervosa (BN).

Negli ultimi anni, in relazione a questi disturbi, è stato indagato anche il coinvolgimento dei processi neuropsicologi.

Molti ricercatori hanno voluto indagare le caratteristiche di un profilo neuropsicologico associato all’anoressia e alla bulimia. Per riuscire nel loro intento hanno associato differenti profili neuropsicologi ai disturbi alimentari AN e BM e a variabili quali l’età, la massa corporea, il peso, l’umore, l’ansia, l’impulsività, i bias attentivi.

Un’altra variabile indagata dai ricercatori è l’alessitimia ovvero l’incapacità di descrivere e riconoscere le emozioni.

Sembra sia stato individuato un profilo neuropsicologico di rischio caratterizzato da rigidità di pensiero, perseverazione, disturbi dell’attenzione.

Sia nei pazienti anoressici che bulimici si riscontra la difficoltà nel riconoscimento delle emozioni e degli aspetti relazionali e sociali.

In questa difficoltà l’alessitimia è una variabile modulante e cruciale.Da queste ricerche è facile evincere che i disturbi alimentari creino problemi di natura fisica e soprattutto di natura psicologica che portano le persone ad escludersi dalla società e a non essere in grado di provare emozioni.

 

Dr.ssa Annamaria Giancaspero

Fonte: PubMed